TERAMO – “Un detenuto italiano di etnia rom, già resosi responsabile di analoghi fatti in altri istituti e in passato anche a Teramo, nella serata del 15 giugno ha aggredito due assistenti capo e un sostituto commissario della polizia penitenziaria che hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Teramo”.
Lo denuncia la Cgil di Teramo, che in una nota a firma del vice coordinatore regionale della Funzione pubblica Roberto Cerquitelli punta l’indice contro “la gravissima carenza di personale nell’Istituto teramano, dove mancano circa 70 unità di Polizia penitenziaria rispetto alla pianta organica prevista”.
“Il sovraffollamento con continue assegnazioni da parte del Provveditorato di Roma di detenuti riottosi hanno determinato un clima teso e pericoloso”.
“Questi sono i risultati di una amministrazione lontana e disattenta alle problematiche dell’Istituto”, continua il sindacalista.
“Auspichiamo che i vertici del Dipartimento penitenziario prenda seri provvedimenti per risolvere le problematiche che affliggono l’Istituto di Castrogno. Non escludiamo, di concerto con le altre organizzazioni sindacali, di manifestare la nostra indignazione davanti all’Istituto”, conclude Cerquitelli.
“Che la situazione a Castrogno non fosse rosea lo sa tutto il mondo oramai considerati i suoi violenti trascorsi recenti e passati”, dice dal canto suo Mauro Nardella, segretario confederale Uil Adriatica Gran Sasso.
“Tuttavia raggiungere un così alto valore di eventi drammatici che sta caratterizzando lo scenario non solo regionale, ci preoccupa tantissimo. Il prefetto e il provveditore, recentemente interpellati per dirimere la preoccupante situazione teramana, hanno fatto trapelare l’ipotesi di un realistico intervento in fatto di integrazione di nuovo personale. La speranza, però, è che alle parole seguano i fatti”.
“Purtroppo credo seriamente che, seppur dovesse arrivare nuovo personale, qualora non dovessero modificarsi le strutturazioni amministrative volute dagli ultimi governi, non ultima l’idea di accorpare il provveditorato di Pescara con quello di Roma, nulla accadrà per vedere migliorato il sistema penitenziario teramano e abruzzese in generale”.
“La speranza è che si intervenga subito e non aspettare, come spesso accade, che ci scappi il morto”, conclude Nardella.





