L’AQUILA – Gli “artificieri” aquilani non hanno nulla da temere per Capodanno: basterà uscire dal territorio comunale aquilano per divertirsi con i fuochi artificiali, in barba agli amici animali tutelati dall’ordinanza anti-botti emessa dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

Secondo quanto emerso, infatti, da una ricerca fatta da AbruzzoWeb, gli amministratori di alcuni tra i Comuni nei dintorni dell’Aquila non hanno emesso alcuna ordinanza sul divieto dei fuochi d’artificio, né hanno intenzione di farlo in questi ultimi due giorni prima della notte di San Silvestro, dichiarandosi in alcuni casi del tutto contrari.

E questo nonostante quello degli spari sia un problema che, ormai, riguarda tutta Italia, ma purtroppo a quanto pare la maggior parte dei sindaci al di fuori del comune aquilano non si preoccupa di prevenire.

Non si parla solo di sicurezza per i cittadini, ma anche di sensibilizzazione per tutti gli animali che ogni anno sono obbligati a sopportare questo tormento.

Il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, alla domanda se abbia emesso un’ordinanza sul divieto di fuochi d’artificio o stia per farlo risponde con un semplice e secco “no”, dimostrando così poco interesse alla questione, forse ancora preso dai problemi causati alle persone dallo sciame sismico che sta affrontando da qualche mese.

Purtroppo la premura non aumenta né a Pizzoli né a San Demetrio ne’ Vestini: entrambi i sindaci, rispettivamente Giovannino Anastasio e Silvano Cappelli, dichiarano che all’interno del loro comune non ci sono rischi.

“A Capodanno due botti ci vogliono! – esclama addirittura Anastasio – e qui da noi non è mai successo nulla, perciò non penso affatto a un provvedimento per vietarli”.

A giudicare da queste affermazioni degli amministratori sembrerebbe, quindi, che la notte del 31 sarà silente come tutte le altre e tutti i cittadini potranno godere di sonni tranquilli insieme ai loro animali domestici.

Il sindaco di Tornimparte utilizza una motivazione poco più plausibile rispetto agli altri: Giacomo Carnicelli infatti, si trova d’accordo con il provvedimento preso da Cialente, ma come da lui detto “ci sono dei problemi tecnici che impediscono la riuscita dell’ordine, guardate quello che è successo a Roma!”, dove il Tar ha annullato l’ordinanza del sindaco, Virginia Raggi, per problemi burocratici dovuti alla mancata comunicazione al prefetto.

L’unico sindaco del posto che sembra un po’ meglio intenzionato è Marco Giusti, primo cittadino di Scoppito, che da quanto afferma risulta essere il maggiore interessato alla causa: anche lui, però, ancora non ha portato a termine la procedura per l’ordinanza, ma assicura di emetterla oggi.

Giusti si dice “pienamente a favore dell’ordinanza”, si rende conto “della pericolosità dei fuochi artificiali per gli abitanti” oltre che per gli animali e perciò assicura che il divieto arriverà, “sempre se ci riesco”.