L’AQUILA – “Non si può certo parlare di ‘flop’, visto che al momento registriamo un dato perfettamente in linea con gli anni passati: ad oggi abbiamo venduto circa 19mila biglietti, manca ancora una settimana al termine della rassegna e quindi, come al solito, staremo fra i 19mila e i 20mila ticket”.

Ricostruzioni e accuse rispedite al mittente, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, in un’intervista rilasciata su richiesta di AbruzzoWeb, replica al segretario cittadino del Pd, Nello Avellani, che parlando de “I Cantieri dell’Immaginario” ha definito un “flop” la rassegna estiva, sotto la direzione artistica del maestro Leonardo De Amicis. (Qui il link)

Entrando nel merito delle polemiche, che in un primo momento aveva cercato di schivare, il primo cittadino, responsabile nazionale Enti locali di Fdi e presidente dell’Anci Abruzzo, è intervenuto per spiegare la posizione della maggioranza di centrodestra, anche se nessun rappresentante ha ritenuto di rispondere al Pd aquilano.

Biondi, che invece ha accettato l’invito di questo giornale, inizia la sua lunga arringa difensiva partendo con il chiarire le scelte sui cambi di location per alcuni spettacoli: “Si sono verificate circostanze per cui le istituzioni culturali, che concorrono ai costi della rassegna, non come in passato, hanno preferito altre location. Ne abbiamo una perfettamente individuabile, di gran pregio, che attrae cittadini anche da fuori regione ma se ci sono degli eventi che magari riscuotono un consenso inferiore questi sicuramente non possono essere definiti flop”.

E incalza: “Mi sembra più un ‘fallo di frustrazione’ da parte del Pd, che per anni si è riempito la bocca di cultura e, invece, parlando di flop, basti ricordare la candidatura a capitale europea della cultura, lo stato di salute delle Istituzioni culturali di questa città che erano ridotte a un clientificio, scaricate e usate come camere di compensazione della politica. Oggi c’è una rinnovata vivacità culturale, le Istituzioni collaborano proficuamente con il Comune, collaborano fra di loro soprattutto”.

“La rassegna dei Cantieri dell’Immaginario – sottolinea ancora Biondi – costa circa la metà rispetto all’epoca in cui la cultura era gestita dall’attuale consigliera di opposizione Stefania Pezzopane. C’è una comunicazione che valica i confini regionali e basta poi guardare i cartelloni degli eventi, i nomi che si misurano sul palco di San Bernardino o negli altri luoghi scelti anche in passato per capire come ci sia una differenza abissale da questo punto di vista”.

In merito alle polemiche sui biglietti a pagamento: “Se da un lato Avellani dice che in altre città si fanno dei progetti identitari con un’idea forte poi non ne cita nessuno, quindi non sappiamo. Faccio l’esempio di un festival che si sta concludendo in questi giorni, il Lucca Summer Festival: i biglietti vanno da 50 euro fino addirittura a 1000 euro con la foto con l’artista. Stessa cosa per Umbria Jazz, per il Roma Summer Fest, per l’Arena di Verona. Ogni festival ha dei costi, perché la cultura ha un costo, con la differenza che noi mettiamo i biglietti a prezzi popolarissimi, vale sia per i Cantieri dell’Immaginario che per la Perdonanza Celestiniana. Guardate e cercate in giro se da qualche altra parte per artisti come Renato Zero, Antonello Venditti, Francesco De Gregori, i Negrita, i The Kolors, e chi più ne ha più ne metta, si trovino biglietti ad un prezzo inferiore ai nostri, o anche che si avvicinino ai nostri prezzi”.

“Da un lato diamo la dimostrazione che gli eventi culturali si possono sostenere da soli, appunto, attraverso il pagamento del prezzo del biglietto, e dall’altro si garantisce una fruizione culturale che sia quanto più possibile diffusa. Naturalmente, i biglietti non sempre sono sufficienti a colmare le richieste che ci sono, ma questo riguarda qualsiasi tipo di spettacolo. Ci sono eventi per l’anno prossimo allo Stadio Olimpico che tiene 60.000 persone che sono già sold out da settimane. Non mi sembra che ci sia nessuna novità, se non che L’Aquila oggi è un punto di riferimento nazionale, cosa che non era in passato”.

Rispetto al programma della Capitale italiana della Cultura 2026 e alla lamentata scarsa trasparenza o partecipazione: “Purtroppo il problema del Pd è che ormai ha perso pure l’abitudine di leggere. Parafrasando Moretti, ‘chi pensa male parla male’, loro non leggendo parlano ancora peggio. Capitale italiana della Cultura ha avuto un percorso di candidatura assolutamente trasparente con avvisi pubblici a cui hanno potuto partecipare tutte le istituzioni culturali interessate. Il dossier è stato pubblicato, è stato fornito a chiunque l’abbia chiesto, è stato istituito un Comitato dei garanti. Qualsiasi passaggio verrà fatto con delibera di Giunta, con determina, quindi tutti atti che sono assolutamente pubblici. Mi sembra che in quello che dice il Pd sia un po’, diciamo, di velenoso livore, perché sono sempre stati abituati a gestire la cultura a livello familiare, dentro casa, nelle conventicole ristrette”.

Biondi, riconfermato al primo turno nel giorno del 2022 e che si appresta al rush finale della sua esperienza da sindaco con una molto probabile promozione a Roma nel 2027, quando cadono le amministrative all’Aquila e le politiche, continua con convinzione la difesa della sua azione nel campo della cultura.

“Che oggi il centrodestra riesca a fare un prodotto culturale di qualità riconosciuto anche con dei simboli importanti come quello di Capitale Italiana della Cultura li fa agitare oltremodo. Mi sembra abbastanza chiaro e lo dicono i numeri, lo dicono le cifre, lo so dicono i dati del turismo in città collegati agli eventi, lo dice la qualità della direzione artistica degli eventi, lo dice anche la qualità raggiunta dalle istituzioni culturali in città con riconoscimenti addirittura negli ultimi anni due istituzioni culturali sono entrate nel novero di quelli che un tempo era il che oggi si chiama il Fondo per gli spettacoli dal vivo”.

Ora ci si prepara alla Perdonanza Celestiniana, in programma dal 23 al 30 agosto: “Noi siamo siamo pronti come sempre abbiamo reso pubblico il programma con l’anticipo che ci veniva richiesto, sono spettacoli pensati, costruiti per L’Aquila, non si trovano da altre parti. Sta anche qui l’originalità dell’offerta che proponiamo, c’è la contaminazione tra le esperienze locali che si mescolano ad artisti di caratura internazionale, insomma sarà anche quest’anno una grande perdonanza di sold out, così come è in passato”.

Ed ancora: “Da quando ci siamo insediati la Perdonanza mostra grande rispetto per l’aspetto religioso, per il messaggio spirituale. Oggi è una Perdonanza più partecipata, più sobria, di qualità, e come tale riconosciuta a livello nazionale”.