AVEZZANO – Primo incontro a Canistro (L’Aquila), tra la Norda spa, concessionaria provvisoria delle sorgenti di acqua minerale Sant’Antonio-Sponga, e una quindicina di proprietari dei terreni, su cui dovrebbe sorgere il nuovo stabilimento. Un incontro a cui faranno seguito le trattative individuali per concludere gli accordi, e l’iter di cambio destinazione d’uso e la modifica del piano regolatore da parte del Comune di Canistro.
Un passaggio atteso e obbligato, che arriva proprio nel giorno, il 25 settembre, in cui, da quanto si apprende, scadono i termini sulla procedura di Valutazione impatto ambientale (Via), relativa al costruendo stabilimento e alla conduttura, pena la revoca della concessione. Con i suoi legali la Norda ha tentato in questi mesi di dimostrare che era sufficiente la più circoscritta Verifica di assoggettabilità (Va), in quanto la sorgente ha una portata inferiore ai 50 litri al secondo. Ma la Regione da mesi gli ricorda che invece è necessaria una più completa Valutazione di impatto ambientale (Via), su tutto il progetto di sfruttamento.
Una situazione di impasse, quella che si è creata nel Comitato Via della Regione, che provoca apprensione e irritazione anche al Comune di Canistro, dove si teme un insostenibile allungamento dei tempi, se non addirittura il naufragio di un progetto industriale da cui dipende l’economia di tutto il territorio, e il ritorno al lavoro di circa settanta dipendenti, licenziati dal precedente concessionario, la Santa Croce di Camillo Colella, e a cui il Naspi, il nuovo assegno di disoccupazione, scade tra il marzo e il dicembre 2018.
Altra incognita che grava sull’operazione è il ricorso contro il bando vinto dalla Norda da parte della Santa Croce, che proprio oggi ha acquistato ufficialmente gli otto milioni di litri di acqua minerale captati dalla sorgente sant’Antonio Sponga, sequestrati e confiscati dalla Regione Abruzzo e custoditi nello stabilimento di Canistro.
A confermare l’esito della giornata l’assessore del Comune di Canistro Ugo Buffone, che ha partecipato alla riunione di oggi con Daniela Pacifici, responsabile centro Italia della Norda spa, anche in qualità di proprietario uno dei terreni.
“La Norda – informa Buffone – come prevede il piano industriale è disposta ad offrire 10 euro a metro quadro per terreni agricoli, che hanno un valore di 3 euro, ma che ovviamente valgono di più in virtù del successivo cambio di destinazione d’uso”.
I terreni sono a cavallo tra il comune di Canistro, per 33 mila metri quadri, e il comune di Civitella Roveto, per circa 30 mila metri quadri. Un’incognita può essere rappresentata dalle resistenze di qualche proprietario, vicino all’opposizione in Comune, dunque per motivi politici, e anche dai terreni non intestati, che presuppongono ulteriori allungamenti dei tempi per la cessione.
Buffone però si dice ottimista, e assicura che anche i successivi passaggi burocratici saranno veloci e senza intoppi.
“Posso assicurare che tutti i proprietari sono pronti a cedere il terreno, tutti vogliono che la Norda costruisca il suo stabilimento a Canistro, non in altri territori come potrebbe essere possibile in caso di problemi di acquisizione”.
E aggiunge, “chiuso questo passaggio, sono convinto in breve tempo, il Comune di Canistro e il Comune di Civitella Roveto, ricevuta la lettera ufficiale di manifestazione di interesse da parte della Norda, sono pronti a sottoscrivere un accordo di programma, con cui tutti i terreni saranno ceduti al Comune di Canistro, che poi procederà al cambio destinazione d’uso, e alla modifica del Piano regolatore. Faremo tutto questo in sei mesi”.
Resta però a gravare come una spada di Damocle, la procedura di Valutazione d’impatto ambientale alla Regione, e Buffone si schiera dalla parte della Norda.
“Come Comune – dice chiaro e tondo Buffone – contestiamo questo irrigidimento della Regione. Abbiamo letto a fondo le carte e la normativa vigente. Siamo certi che, in questa fase, per avere la concessione definitiva, basta la Verifica di assoggettabilità. La via si renderà necessaria quando si avrà la disponibilità effettiva dei terreni, passaggio ancora da effettuare”.
A tal proposito Buffone spiega che “non mi risulta comunque che il limite temporale per la presentazione della Via sia fissato ad oggi 25 settembre”.
E aggiunge: “in caso di diniego della concessione definita la Norda ha tutte le carte in regola per fare, con successo, ricorso al Tribunale amministrativo regionale, ma si allungherebbero ulteriormente i tempi”.
E il tempo a Canistro stringe, con la preziosa acqua minerale che continua a finire nel fiume inutilizzata da oltre un anno.
“Non possiamo compromettere il cronoprogramma dell’insediamento della Norda – protesta Buffone – Anche oggi la dottoressa Pacifici ha ribadito ai proprietari che per l’azienda, Canistro è strategica, essendo collocata in centro Italia, ha ribadito che loro sono un’azienda solidissima, con i suoi otto stabilimenti, e che operano nel settore dal 1953. E infatti hanno espresso l’intenzione di utilizzare tutti i metri cubi edificabili, per rendere il nuovo stabilimento una base logistica. Non possiamo in alcun modo frenare con la burocrazia questo progetto industriale da cui dipende il futuro del nostro territorio”. (ft)
La Santa Croce spa ha acquistato ufficialmente gli otto milioni di litri di acqua minerale captati dalla sorgente sant’Antonio Sponga, sequestrati e confiscati dalla Regione Abruzzo e custoditi nello stabilimento di Canistro, di proprietà insieme al marchio di rilevanza nazionale, della società dell’imprenditore molisano Camillo Colella.
Oggi a Pescara è stata firmata l’intesa relativa alla transazione che prevede il pagamento di 120 mila euro, quattro volte in più del costo originario, da parte del sodalizio del gruppo Colella, nel pomeriggio funzionari regionali hanno rimosso i sigilli.
Lo stabilimento, in funzione fino allo scorso anno prima della revoca della concessione per l’utilizzo della sorgente sant’Antonio Sponga, con motivazioni impugnate dall’impresa, è tornato ad operare: dopo i controlli che hanno fatto emergere il buono stato dell’acqua confiscata perché secondo la Regione captata senza autorizzazione, da domani parte l’operazione per la commercializzazione dell’ingente quantitativo di bottiglie.
Lo spazio produttivo sarà utilizzato anche per la logistica.
“Ripartiamo con l’attività a Canistro – spiega il patron Colella -. sia pure in ritardo e dopo una lunghissima ed estenuante trattativa abbiamo firmato l’intesa con la Regione per l’acquisto dell’acqua sequestrata e confiscata e bloccata nella mia proprietà. Sono soddisfatto di questo epilogo bonario che rompe solo per questa vicenda il durissimo scontro con l’ente regione. Il serrato e vasto contenzioso complessivo che mi vede parte lesa, infatti rimane in piedi, sono sicuro che nelle aule dei tribunali la verità verrà a galla per fare giustizia su quanto ho subito”.




