L’AQUILA – Amarezza e rassegnazione: sono questi i sentimenti che serpeggiano tra gli studenti “sfrattati” dal Campus di Pizzoli e che attualmente sono ospiti nella caserma Campomizzi.
Il ricorso che ne chiedeva il dissequestro, promosso da Giulio Carnevale e titolare della ditta Fer srl, che ha realizzato la struttura, è stato rigettato ieri da parte del Tribunale del Riesame dell’Aquila.
“Ormai siamo veramente rassegnati – afferma Davide Cimini, studente di Ingegneria meccanica che fino all’8 di ottobre alloggiava nel campus – alcuni di noi hanno trovato casa e hanno lasciato la caserma”.
Non è facile, per loro, adattarsi alla vita di caserma: gli studenti si sentono “stretti” nelle quadruple in cui sono stati sistemati e negli orari rigidi della mensa.
“Io e i ragazzi con cui divido la stanza – afferma – siamo ‘fortunati’ perché non viviamo troppo lontano dall’Aquila, quindi abbiamo potuto riportare un sacco di cose a casa e svuotare un po’ la stanza in cui conviviamo. Ma ci sono le ragazze straniere che sono qui per il progetto Erasmus che vivevano davvero in condizioni disagiate, con la stanza piena di vestiti. Fortunatamente loro hanno trovato una casa e si sono trasferite”.
Dei 32 ragazzi originariamente ospiti del campus sono meno della metà quelli che ancora alloggiano alla Campomizzi, e che oltre il danno di essere stati cacciati dagli appartamenti per cui pagavano regolarmente l’affitto si ritrovano oggi a vivere una condizione di disagio, anche a causa della mensa: orari precisi, entro i quali mal si concilia la vita di uno studente universitario, e pasti a pagamento, circa sei euro per uno completo.
“La situazione non è facile – continua Davide – e va a sommarsi ai disagi che noi studenti già viviamo quotidianamente, dalle difficoltà negli spostamenti alla mancanza di strutture, come le biblioteche. Spero di trovare al più presto una casa dove andare a vivere, anche se trovarla oggi come oggi non è semplice”.
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