L’AQUILA – “Filippo Piccone non è indagato”. Così uno dei legali del coordinatore Pdl, Antonio Milo, ha smentito in un incontro ai giornalisti la notizia diffusa dal quotidiano la Repubblica, secondo la quale la Procura antimafia dell’Aquila ha iscritto nel registro degli indagati il senatore abruzzese come “contatto” dei Casalesi nella ricostruzione post-sisma.

Una ricostruzione smentita totalmente dai legali e anche dallo stesso Piccone, che, raggiunto telefonicamente dall’Ansa ha detto che “sono cose inesistenti, fantasie allo stato puro”.

LO SCOOP DI REPUBBLICA

Sempre secondo il quotidiano, l’inchiesta è nata da un fascicolo della procura antimafia di Napoli e riguarda la ricostruzione post terremoto: una serie di telefonate e incontri dimostrerebbero che il clan dei casalesi sarebbe entrato nella ricostruzione dell’Aquila grazie all’aiuto di un senatore.

A far cadere il parlamentare nella rete degli inquirenti sarebbero state, appunto, una serie di intercettazioni telefoniche captate dalla procura distrettuale antimafia di Napoli e immediatamente “girate” ai colleghi che si occupano delle indagini sulle infiltrazioni nella ricostruzione”, come spiega il quotidiano La Repubblica.

DDA NAPOLI: ”PICCONE NON E’ INDAGATO DA NOI”

L’AQUILA – Filippo Piccone non è indagato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Lo afferma il procuratore aggiunto della Dda, Federico Cafiero De Raho.

“Ci sono indagini su imprenditori che lavorano anche lì – ha affermato ad AbruzzoWeb, parlando dell’Aquila – ma non mi risultano indagini su questo senatore nei nostri uffici”.

PICCONE: ”NOTIZIA INFONDATA E INESISTENTE”

AVEZZANO – “Apprendo una notizia totalmente infondata e inesistente, di cui non ho nessun segnale né formale né informale lo apprendo dai giornali e da un giornalista che non è nuovo a queste boutade”.

Lo afferma il senatore Piccone a inizio conferenza stampa convocata per commentare la notizia lanciata ieri sera dal sito Internet del quotidiano la Repubblica, secondo cui il coordinatore regionale del Pdl sarebbe iscritto nel registro degli indagati con la pesante accusa di aver favorito l’ingresso dei Casalesi nella ricostruzione post terremoto, un’inchiesta portata avanti dalla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila.

“La notizia è stata smentita dalla Procura dell’Aquila – ha continuato il senatore Piccone – ma poi parleremo anche nel merito di questa vicenda nel senso che ha smentito una cosa che è fantasiosa, inesistente e priva di fondamento, se mi avessero accusato come diceva Salvemini di aver rubato la Madonnina dal Duomo di Milano sarebbe stata più plausibile di questa notizia”.

Alla domanda relativa all’intercettazione di cui si parla nell’articolo, Piccone ha risposto “una volta si usavano i pentiti oggi si usano le intercettazioni, basterebbe tra due persone nominare una terza persona che è assolutamente all’oscuro di quello che si dice per renderla poi persona indagata e coinvolta nei fatti. Credo che sia una stortura alla quale si deve assolutamente porre rimedio”.

“Io – ha poi aggiunto – non ho ovviamente mai avuto contatti con nessuna azienda fuori da questo territorio tantomeno con aziende collegate a chicchessia, tantomeno con aziende napoletane o campane, non so di che cosa stiamo parlando”.

Alla conferenza stampa in corso nello studio dell’avvocato Antonio Milo, legale di Piccone, stanno assistendo tra gli altri il coordinatore provinciale dell’Aquila del Pdl, Massimo Verrecchia, l’ex capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Gianfranco Giuliante, attuale assessore regionale, e il consigliere regionale del Pdl Riccardo Chiavaroli, insieme a numerosi esponenti del Pdl della provincia dell’Aquila.

AVVOCATO MILO: ”PICCONE NON E’ INDAGATO”

“Questa mattina siamo andati in Procura dalla dottoressa Picardi che coordina il pool di magistrati che compongono la procura distrettuale antimafia dell’Aquila. La dottoressa Picardi ha smentito l’esistenza di una formale iscrizione nel registro degli indagati del senatore Piccone quindi il senatore Piccone non è assolutamente indagato per i fatti che sono apparsi sulla stampa”.

Così l’avvocato Antonio Milo, che assiste il coordinatore Pdl, ha smentito la ricostruzione di Repubblica.

“Non so – ha aggiunto – se l’articolo è frutto di fantasie, certamente non c’è nessuna iscrizione sul registro degli indagati. Quindi immagino che il giornalista abbia avuto questa notizia che è infondata, smentita dallo stesso magistrato che è il capo del pool”.

In merito alle intercettazioni, l’avvocato Milo, prima della conferenza stampa di Piccone convocata per stamani ad Avezzano, aveva affermato: “Abbiamo appreso delle stesse solo dalla stampa, se non c’è un procedimento penale a suo carico evidentemente non potrà esserci neanche un’intercettazione così come riportato dal giornale”.

“Io penso – ha concluso – che siano ipotesi radicalmente inconsistenti, oserei dire fantasiose. Poi sarà il senatore stesso ad arricchire e a precisare questo pensiero che è poi la verità”.

OGGI CONFERENZA STAMPA AD AVEZZANO

L’AQUILA – I legali del senatore Pdl Filippo Piccone, coordinatore regionale del partito in Abruzzo, hanno avuto un contatto con il sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila Antonietta Picardi, titolare dell’inchiesta della Procura distrettuale antimafia aquilana che vedrebbe lo stesso Piccone iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di aver favorito l’ingresso dei Casalesi nell’ambito della ricostruzione post terremoto.

E’ questo uno dei motivi per i quali il senatore Piccone, dopo una lunga riflessione, ha deciso di convocare una conferenza stampa ad Avezzano (L’Aquila).

Molto probabilmente l’esponente del Pdl darà elementi che i suoi legali, Antonio Milo e Attilio Cecchini, hanno tratto dal confronto con la dottoressa Picardi.

Raggiunto telefonicamente dall’Ansa, il procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Alfredo Rossini, non ha voluto rilasciare commenti sull’inchiesta, mantenendo il più stretto riserbo sull’attività di indagine.

E’ stato ieri sera il quotidiano La Repubblica, nella sua edizione on line, a dare la notizia sulla quale a caldo, pochi minuti dopo, il senatore all’Ansa ha commentato “sono cose inesistenti, fantasie allo stato puro”.

LE REAZIONI

 

DI STEFANO (PDL): “CERTI DELLA TOTALE ESTRANEITA’ DI PICCONE”

L’AQUILA – “Siamo assolutamente certi della totale estraneità del senatore Piccone alla vicenda riportata oggi dai giornali”.

E’ quanto commenta in una nota il senatore e vice coordinatore regionale del Pdl, Fabrizio Di Stefano.

“Non sarebbe nemmeno da commentare se non per il fatto che certa stampa sia a conoscenza di determinate notizie in maniera inspiegabile. E’ proprio questo, allora, l’unico aspetto più preoccupante di questa storia”.

CHIODI: “LO CONOSCO BENE, SAPRA’ FARE CHIAREZZA”

L’AQUILA – “Conosco bene il senatore Filippo Piccone ed ho sempre apprezzato la sua correttezza politica ed umana. A lui va tutta la mia solidarieta’ per la vicenda mediatica che lo sta investendo in queste ore. Sono piu’ che certo che farà chiarezza su quanto gli viene addebitato”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commentando le notizie di stampa che vorrebbero il coordinatore PdL, e sindaco di Celano, coinvolto e indagato nella ricostruzione post terremoto dell’Aquila.

“Quello che colpisce, ancora una volta – aggiunge il presidente – è che si continuino a fare processi soprattutto sui media. Sicuramente il senatore Piccone uscirà da questa storia a testa alta, ma rimane l’amarezza per un modus operandi irrispettoso della dignità e dell’onore di chi, quotidianamente, s’impegna per il bene dell’Abruzzo e degli abruzzesi”.

Il presidente Chiodi rinnova, quindi, la piena fiducia nella magistratura ed al senatore Piccone, chiamati, ognuno per la propria parte “a dimostrare la realtà dei fatti”.

PAOLUCCI (PD): ”PICCONE NON E’ UNO QUALUNQUE, LA PROCURA SMENTISCA”

PESCARA – La notizia “dell’eventuale inchiesta sul senatore Piccone, ove confermata, sarebbe la più inquietante che potesse arrivare sulla ricostruzione”.

Lo dice Silvio Paolucci coordinatore regionale del Partito democratico.

“Prendiamo atto della smentita del senatore Piccone – puntualizza – ma l’opinione pubblica si aspetta una smentita della Procura perché Piccone non è un personaggio qualunque: è un senatore della Repubblica, è il coordinatore del maggior partito di governo, lo stesso partito del commissario Chiodi nelle cui mani è racchiuso un potere immenso e discrezionale. Attaccare un giornalista che fa il suo mestiere è semplicemente inaccettabile. E nel frattempo rimane il nodo vero: quello di garantire con i fatti una ricostruzione trasparente, rapida, pulita, senza ombre né ambiguità”.

“Da troppo tempo ormai la nostra voce è quasi isolata nelle istituzioni ma con un sempre più forte sostegno popolare – sostiene Paolucci – chiediamo che si scriva subito la legge sulla ricostruzione, che noi riteniamo essere indispensabile per garantire trasparenza e partecipazione e costruire un argine contro le infiltrazioni delle malavite”.

“La politica dei commissari – conclude – porta invece a questi risultati: troppe volte in questi due anni ci siamo ritrovati a denunciare ombre e sospetti attorno alla pessima gestione del centrodestra. È il momento di voltare pagina e di non perdere altro tempo. A questo punto il Pdl dica una volta per tutte perché non vuole la legge sulla ricostruzione”.

COSTANTINI (IDV): ”FACCIA UN PASSO INDIETRO

PESCARA – “Il problema del senatore Piccone investe la credibilità dell’intera classe dirigente politica regionale; a partire da quanto ha raccontato sul confronto che avrebbe avuto con l’ex Prefetto dell’Aquila Gabrielli”.

Inizia così la nota del capogruppo dell’Idv alla Regione Carlo Costantini. Nella sua durissima requisitoria Costantini insiste nel dire che “la circostanza che si sia rivolto a lui per sapere se poteva o non poteva fare forniture nell’ambito degli appalti della ricostruzione non è, infatti, una prova di trasparenza dei suoi comportamenti, perché rivela quantomeno che aveva la piena consapevolezza della inopportunità di questi rapporti”.

E nello stesso tempo “appaiono gravi le accuse rivolte al giornalista di La Repubblica Giuseppe Caporale, che in più occasioni ha rotto la cappa omertosa che ha avvolto molti degli affari della ricostruzione post sisma, con riferimenti a fatti e circostanze che hanno sempre trovato conferme puntuali e circostanziate; anche perché la circostanza che non vi sarebbe una sua formale iscrizione sul registro degli indagati, non sembra poter escludere l’eventualità che sugli stessi fatti vi sia una inchiesta in corso”.

“Il senatore Piccone – conclude Costantini – avrà la possibilità di difendersi, se e quando dovrà farlo e io gli auguro di poter dimostrare la propria totale estraneità nel più breve tempo possibile”.