L’AQUILA – “Bisogna procedere, e alla svelta, alla fusione tra le Camere di commercio dell’Aquila e di Teramo. Il presidente camerale aquilano, Lorenzo Santilli, proceda alla convocazione con atti espliciti, inserendo questa operazione all’ordine del giorno”.

L’appello è del presidente della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna) del capoluogo, Agostino Del Re.

Sul fronte teramano si è registrato uno stop con la scomparsa del presidente, Giandomenico Di Sante, avvenuta qualche giorno fa, “ma a parte questo, ribadiamo l’importanza di portare a termine con urgenza la fusione: bisogna concludere quanto deciso già nel 2015 nell’incontro generale tra le quattro Camere provinciali. Chieti e Pescara stanno molto avanti, noi siamo fermi”.

Del Re usa la diplomazia, ma lancia dei messaggi ben precisi anche nel dare un parere sulla figura del presidente Santilli, finito nel ciclone per aver tenuto bloccati, secondo alcuni, 900 mila euro di fondi a disposizione per il rilancio e la promozione del turismo, destinati a tre progetti mai partiti: la nascita di una Convention bureau all’Aquila, la valorizzazione dei cunicoli di Claudio, ad Avezzano, e un percorso legato alla figura di Ovidio, a Sulmona.

“Bisogna capire se la rappresentanza è all’altezza del ruolo che svolgiamo, non si può credere che gli asini volino, la Camera è una struttura importante e ci vogliono competenze – premette – Santilli si impegni a definire la fusione, dia prova della sua esecutività”.

Vale a dire, “come Cna chiediamo i fatti, se uno non è all’altezza dovrebbe fare autocritica, i rilievi che vengono rivolti al presidente Santilli hanno o no fondatezza? Si interroghi e lo dica. Ma lui rifiuta qualsiasi contatto, non lo può fare perché ha la responsabilità della rappresentanza”.

“Non sono in discussione le persone, ma i fatti parlano chiaro – aggiunge ancora – La Cna insiste sull’accelerazione della fusione, Santilli è in grado di portarla a termine? Si deve recuperare il tempo perduto, sennò perdiamo il treno”.

Come ultima criticità, “se Santilli mollasse e fosse sfiduciato si rischierebbe il commissariamento. Chi andrebbe a fare il presidente in questa situazione?”. (alb.or.)