L’AQUILA – Si è conclusa dopo un’ora l’udienza per discutere il rito abbreviato che riguarda l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, per la vicenda che lo riguarda nell’ambito dell’inchiesta Ecosfera che nel 2011 portò ad arresti e denunce.
L’udienza si tiene davanti al giudice Italo Radoccia che, dopo aver ascoltato il pubblico ministero Antonietta Picardi e il legale difensore di D’Alfonso, Giuliano Milia, si è ritirato in Camera di consiglio per emettere la sentenza di proscioglimento o condanna.
D’Alfonso è indagato per corruzione per l’affidamento in carico di una progettazione sul porto di Pescara che è stata affidata alla società Ecosfera: nell’inchiesta quello di D’Alfonso sembra essere un ruolo minore anche se in discussione per l’abbreviato finiscono documenti contenuti in ben otto faldoni.
Quello di oggi è il secondo processo che riguarda l’ex sindaco di Pescara che va a sentenza prima della sua scesa in campo nelle primarie del centrosinistra in Abruzzo per le regionali del 25 maggio.
Lo scorso anno è stato assolto nell’inchiesta “Housework” dal tribunale di Pescara, mentre ora cerca il via libera all’Aquila per quello che riguarda il suo ruolo in Ecosfera.
Il 13 marzo prossimo si terrà presso il tribunale collegiale di Pescara l’udienza che vede D’Alfonso rinviato a giudizio per le vicende relative all’inchiesta sulla strada ‘Mare-monti’ mai realizzata, nel Pescarese.
Nell’udienza il tribunale dovrà decidere sullo spostamento del processo a Roma come chiesto da alcuni componenti della difesa.
Commesse pubbliche affidate in cambio di contropartite economiche che consistevano in contratti di consulenza e assunzioni clientelari.
Questo è, secondo le tesi dell’accusa, il cuore dell’inchiesta, che si è concentrata, in particolare, sull’aggiudicazione fraudolenta in favore della società “Ecosfera” di una gara pubblica per “l’affidamento in appalto del servizio di valutazione in itinere del programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico 2007-2013”.
Le indagini del pubblico ministero Antonietta Picardi hanno contestato anche altre vicende tra cui l’assegnazione in favore della Cyborg Srl di una commessa relativa alla realizzazione di un software per il monitoraggio del Por Fers 2007/2013.
Le accuse contestate a vario titolo sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico, in origine verso 12 indagati.
D’Alfonso definirà la sua posizione con il rito abbreviato, così come Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione Abruzzo e assessore all’Attività produttive.
Gli altri 10 indagati per i quali il pm Picardi ha chiesto il processo sono Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera; la moglie Anna Maria Teodoro, socio Ecosfera; Lamberto Quarta, consulente della stessa società; Giovanna Andreola, detta Vanna, già dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo e oggi a capo del settore Stampa; il marito Michele Galdi, consulente di due società che, secondo i pm, possono essere ricondotte a Ecosfera; Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl; Mario Gay, vice presidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo (Oics) che ha sede a Roma; Luciano D’Alfonso, ex sindaco di Pescara; Camillo Cesarone, ex sindacalista ed ex capogruppo del Pd in Consiglio regionale; Bernardo Notarangelo, già presidente della commissione di gara relativa all’appalto contestato dalle indagini; Domenico Peca, ritenuto prestanome per alcune attività di Ecosfera.






