L’AQUILA – “Sono due inchieste importanti, la gente è rimastra colpita per la qualità delle persone coinvolte nel processo. Ma sono persone che si sono mosse in un certo modo e noi stiamo vedendo se ci sono aspetti penalmente rilevanti”.
Così il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini, sulle due inchieste che hanno segnato l’Abruzzo nel corso della settimana: quella denominata ‘Caligola’ e l’altra che ha portato all’arresto dell’alto dirigente del provveditorato alle Opere Pubbliche, Giancarlo Santariga.
Per la prima sono state arrestate sette persone, accusate di tangenti in due appalti nell’ambito di fondi comunitari IPA. Oggi personale della squadra mobile di Pescara, diretto da Pierfrancesco Muriana, ha acquisito oggi del materiale nella sede di Tortoreto (Teramo) dell’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica (Arit).
Nella seconda inchiesta l’accusa è di concussione nei confronti di un imprenditore da parte dell’alto dirigente del provveditorato interregionale alle opere pubbliche Lazio, Abruzzo, Sardegna, Santariga, provveditore dell’Abruzzo e uomo che ha gestito gli appalti per l’emergenza e per la prima fase della ricostruzione post terremoto.
In questa inchiesta lo scenario è l’appalto per la costruzione, non terminata, della nuova sede della guardia di finanza a Pescara, ma gli investigatori stanno passando al setaccio le gare e gli affidamenti per il terremoto.
“Le indagini comunque continuano al fine di approfondire ogni elemento emerso – ha proseguito il procuratore capo, il quale in riferimento ai possibili sviluppi sugli appalti del terremoto da parte del provveditorato alle Opere Pubbliche ha sottolineato che ‘stiamo vedendo, ma ancora non siamo nelle condizione di fare altri possibili processi”.
“Comunque, appena mature, tireremo giù le arance”, ha puntualizzato Rossini.
Sulla collaborazione tra la Procura dell’Aquila e quella di Pescara, alla luce del fatto che l’inchiesta sulle tangenti sugli appalti nell’ambito dei fondi comunitari è stata innescata da indagini della squadra mobile di Pescara, Rossini ha sottolineato che “abbiamo dei rapporti di lavoro in comune, stiamo lavorando loro con noi, noi con loro ho sempre insistito nel dire questo”.
“Non pensiamo che una polizia sia diversa dall’altra – ha concluso Rossini -. Qualche giorno fa in una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica c’è stata una ulteriore conferma che stiamo lavorando insieme per arrivare ai migliori risultati”.
OPERAZIONE CALIGOLA: ACQUISITO MATERIALE NELLA SEDE DELL’ARIT
Nell’ambito delle indagini sul presunto giro di corruzione in Abruzzo smatellato il 16 gennaio scorso con l’operazione Caligola, il personale della squadra mobile di Pescara, diretto da Pierfrancesco Muriana, ha acquisito oggi del materiale nella sede di Tortoreto (Teramo) dell’Agenzia regionale per l’informatica e la telematica (Arit).
Il materiale è quello relativo al bando di gara del luglio 2011 per la realizzazione di un software in grado di gestire la valutazione del Por Fesr, Programma operativo regionale 2007 – 2013 – Fondo Europeo Sviluppo Regionale.
La gara (a cui sarebbero state invitate 20 ditte ma solo una ha risposto) è stata vinta dalla società Cyborg, che si è aggiudicata una commessa da 100 mila euro, e il socio di questa srl, Corrado Troiano, 47 anni, è stato arrestato il 16 gennaio insieme ad altre sei persone.
Per la Procura l’esito della gara era già stato deciso in precedenza. Nei giorni scorsi la mobile ha sequestrato il materiale relativo a un altro bando finito nel mirino della Procura e cioè quello vinto dalla società Ecosfera (per un milione di euro) concernente la valutazione dell’Ipa (progetto europeo per la cooperazione tra l’Italia e i paesi dell’area balcanica finalizzato allo sviluppo del commercio e del turismo).
L’operazione ha portato agli arresti di sette persone: Duilio Gruttadauria, presidente del consiglio d’amministrazione e socio della società Ecosfera, gruppo spa con sede a Roma; la moglie Anna Maria Teodoro, socio della società Ecosfera; Lamberto Quarta, consulente della stessa azienda; Giovanna Andreola, detta Vanna, dirigente del servizio Attività internazionali presso la Regione Abruzzo; il marito Michele Galdi; Corrado Troiano, socio della società Cyborg srl con sede a Chieti e Mario Gay, vice presidente dell’Oics.
I sette arrestati sono indagati a vario titolo per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione aggravata, falso in atti pubblici e occultamento di atto pubblico.
Nella stessa inchiesta sono indagati Bernardo Notarangelo, dirigente della Regione Puglia, il vice presidente della Giunta regionale dell’Abruzzo, Alfredo Castiglione, l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e l’ex capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Camillo Cesarone.





