TERAMO – “Il Teramo deve rimanere in Serie B perché lo ha strameritato sul campo, altrimenti farebbero un torto a tutto lo sport”.
Così il presidente del club biancorosso, Luciano Campitelli, al termine del processo d’appello in cui si è discusso il ricorso della società contro la retrocessione in D per la presunta combine del match con il Savona che assicurò la promozione nel campionato cadetto.
Il Teramo, appena promosso in serie B, è stato condannato dal Tribunale federale alla retrocessione in serie D, una multa di 30 mila euro, l’inibizione di quattro anni (più un’ammenda di 100mila euro) per il presidente Campitelli,a ccusato di essere uno dei registi della combine..
La sentenza è attesa nella giornata di domani oppure al massimo nella mattinata di domenica 30 Agosto.
La Procura federale ha ieri chiesto la conferma dei verdetti di primo grado, dopo il lungo dibattimento di ieri che ha visto prima protagonisti i legali dell’Ascoli Picchio, del Gubbio e del Forlì, poi il procuratore aggiunto Gioacchino Tornatore ed infine tutti gli avvocati difensori dei soggetti indagati e dei club coinvolti nell’inchiesta. Oggi è stata la volta del tanto atteso intervento del pool legale del Teramo e di Campitelli.
Davanti alla Corte Federale d’Appello, per il club biancorosso, ci sono gli avvocati Eduardo Chiacchio e Michele Cozzone ed i professori di diritto Vincenzo Cerulli Irelli e Giovanni Di Giandomenico.
Davanti al Vittorio Veneto Hotel invece non ci sono tifosi biancorossi, dopo che ieri circa 100 persone giunte dalla città abruzzese hanno seguito da fuori l’intero dibattimento.
Sono in sei i componenti della Corte Federale d’Appello: il presidente Gerardo Mastrandrea ed i membri Carlo Porceddu, Italo Pappa, Maurizio Greco, Mario Sferrazza e Piero Sandulli.
Nel suo intervento il professor Cerulli Irelli, sottolinea immediatamente come la vittoria del campionato del Teramo sia stata limpida, così come è stata pulita la decisiva gara di Savona: “Tutto questo processo riguarda un tentativo di combine, ma agli atti ci sono solamente giocatori che si sono rifiutati. La Corte saprà sicuramente cogliere i tanti elementi che scagionano il presidente Campitelli”.
Ed evidenzia anche come “la Procura ieri abbia mostrato un documento con degli omissis in relazione ad altri giocatori coinvolti nella combine, ma all’atto pratico risultano solamente i due calciatori che si sono rifiutati”.
Cerulli Irelli conclude il suo atteso intervento ribadendo come non ci siano prove che Campitelli abbia partecipato all’incontro con i dirigenti del Savona, chiedendo di conseguenza il proscioglimento del suo assistito poichè, al pari del presidente del Savona Dellepiane, estraneo al vero motivo che avrebbe potuto mettere in essere la presunta combine, ovvero il calcioscommesse.
L’avvocato Michele Cozzone ha invece citato Ennio Flaiano.
“Situazione grave ma non seria. Si è distrutta l’immagine non solo di uomo di sport, ma anche di un imprenditore, da parte di un tribunale che non ha valutato la sua figura. Hanno distrutto anche una società e ferito a morte una città. Non abbiamo visto ieri ultras scatenati, ma famiglie. Questo è il calcio a Teramo. Non è serio l’impianto accusatorio alla luce di quelli che sono canoni più che decennali in ambito giuridico-sportivo e non sono serie le motivazioni addotte. A pagina 17 delle motivazioni della sentenza, mai numero fu più adatto, si celebra il funerale di Teramo e di Campitelli. Con la verosimiglianza non si possono distruggere persone e società. Quando Di Giuseppe dice, sto chiamando quel cretino e non mi risponde, non si può riferire a Campitelli in quel modo”.
E’ il turno di Di Giandomenico: “Non c’è stata alterazione della classifica, perché avendo il Teramo vinto a Savona e pareggiato con l’Ascoli, ammesso che a Savona dovesse perdere, ha comunque pareggiato l’ultimo turno. Avrebbe avuto comunque un punto in più. La procura federale mi auguro che non apra una nuova inchiesta su Campitelli in quanto parente dei Casamonica, visto che sono abruzzesi”
La procura federale è ovviamente rimasta ferma sulle sue posizioni.
“Tutte le ricostruzioni – ha detto in aula il procuratore Tornatore – non hanno scalfito la ricostruzione della procura, messa per iscritto. Il castello non è stato né demolito, né intaccato, non è stata costruita neanche una capanna di paglia e fango. Non è necessaria la certezza assoluta, ma è stato offerto un livello probatorio per superare ogni ragionevole dubbio ai fatti contestati. Non c’è una valida ragionevole alternativa rispetto a quanto da noi ricostruito, in molti casi questa ragionevole alternativa non è stata neanche prospettata dalla difesa. Nonostante il pregevole lavoro delle difese, non hanno consentito di ricostruire alternativamente i fatti di causa. Parliamo della responsabilità diretta di Savona e Teramo: l’obiettivo era quello di combinare la gara”
Accorate le parole ai cronisti di Campitelli.
“Facciamo tanti auguri all’Ascoli che possa vincere il campionato sul campo – ha concluso il presidente – quella è la gioia vera. Noi sappiamo cosa vuol dire vincere la Serie B perché l’abbiamo vinta sul campo. Auguro a loro di fare una bella squadra e di vincere meritatamente perché non ho nulla contro l’Ascoli. Un’eventuale sentenza che ci permetta di restare in Lega Pro? Si deve parlare solo di Serie B, la Lega Pro non l’accetterei in questo momento”.





