TERAMO – “Ercole è pulito, è un buono e non è assolutamente in grado di fare una cosa del genere. È stato dipinto come un bandito, ma non è così. È innocente… Non è assolutamente possibile che abbia fatto una cosa del genere”.
Così Cesare Di Nicola, padre di Ercole, ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila Calcio arrestato come una delle pedine-chiave nel nuovo scandalo calcioscommesse, difende il figlio parlando con il quotidiano Il Centro.
La comunità di Morro d’Oro (Teramo) si è stretta intorno al dirigente che si trova agli arresti domiciliari dopo essere finito in carcere a Venezia, ritenendolo incapace di truccare partite come invece accusato dalla direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.
Ma intanto non è detto che le accuse non aumentino. “Altre partite nel mirino, anche dell’Aquila? È una considerazione che potete fare voi tranquillamente”, dichiara al quotidiano Il Messaggero il capo della squadra Mobile di Catanzaro, Rodolfo Ruperti, annunciando anche tempi “non brevissimi, c’è tanto da fare”.





