L’AQUILA – Aggredito a Martinsicuro Maurizio Colantoni, presidente dell’Amiternina capolista in Eccellenza, dopo la vittoria esterna per 3-1 di domenica scorsa.

Lo si è appreso solo ieri, quando il pres è andato in pronto soccorso dove gli è stata riscontrata la rottura di una costola.

Insieme a Colantoni è stato assalito anche il vice presidente giallorosso Antonio Masci.

Il parapiglia sarebbe nato perché, nel corso della gara, un gruppo di facinorosi ‘tifosi’ locali avrebbe apostrofato i due dirigenti dell’Amiterina con lo sgradevole epiteto ”terremotati”, in un clima di tensione che ha visto i padroni di casa affrontare il match col coltello fra i denti per via dei sette ‘pallini’ rimediati all’andata sul terreno del ‘Nuovo comunale’ di Scoppito (L’Aquila).

A un accenno di reazione da parte di Masci per le offese ricevute, si è scatenata la rissa con i teppisti.

Ad avere la peggio è stato Colantoni. (s.cas.)

L’INTERVISTA: ”IL CALCIO E’ MALATO, DOV’E’ IL FAIR PLAY?”

“Io ho rimediato una costola rotta, Antonio Masci ha 18 punti al lobo di un orecchio. Poteva andare addirittura peggio. Sono convinto che se mi capitasse di incontrare per strada le persone che ci hanno aggredito, non ci sarebbe alcun problema. È il calcio che è malato, serve un messaggio di fair-play e vorrei che partisse dalla mia società, un esempio di correttezza per tutto l’Abruzzo”.

Dovrà stare a riposo per un mesetto il presidente dell’Amiternina di Scoppito (L’Aquila), Maurizio Colantoni, dopo la rissa di domenica pomeriggio al ‘Comunale’ di Martinsicuro (Teramo) al termine dell’incontro tra i padroni di casa e i giallorossi aquilani, primi in classifica in Eccellenza, finita 3-1 per gli ospiti cui è stato riservato il solito, idiota epiteto ‘terremotati’, come ormai consuetudine vuole.

“Ho paura che se fosse spuntato un coltello – racconta ad AbruzzoWeb il vulcanico presidente amiternino – qualcuno lo avrebbe usato. Come si può pensare di rischiare la vita per un incontro di calcio? Io ho tre nipotini, due nati da pochi mesi. Se penso a loro, mi viene voglia di lasciar perdere tutto”.

Colantoni è convinto che ci sia una specie di ‘prevenzione’ nei confronti dei suoi, capaci di vincere anche quando la palla non gira come vorrebbe mister Vincenzino Angelone e quindi di risultare antipatica, perché vincente.

“Domenica il Martinsicuro voleva vincere ad ogni costo – spiega il pres – in campo ha davvero dato l’anima, ma noi siamo stati in grado di reagire e di spuntarla comunque. Questo ha fatto sì che gli animi si surriscaldassero, poi la situazione è degenerata. Io, per difendere un anziano di Scoppito che aveva reagito agli insulti e alle provocazioni, mi sono ritrovato con una costola rotta dopo un un calcione, mentre il vice presidente Masci ha un orecchio malconcio. Erano in venti, siamo stati fortunatissimi”.

“A Sulmona ci toccò addirittura uscire con la scorta – continua Colantoni – qualcosa di surreale. In queste categorie i controlli prima, durante e dopo una partita non sono come quelli nelle categorie superiori, ma non è questo il punto, perché, per esempio, in Promozione non mi è mai capitato nulla di simile. Non si può rischiare la vita per una partita di calcio. Quelli Spal Lanciano, con cui abbiamo vinto domenica scorsa per 5-0, ci hanno fatto i complimenti per come li abbiamo trattati a casa nostra”.

Un messaggio per tutto il calcio, abruzzese e non, può allora partire proprio da Scoppito.

“Propongo a tutte le società di Eccellenza uno sforzo comune che vada nella direzione giusta, quella del fair-play. Se pretendiamo il rispetto delle persone su tutti i campi, il calcio malato può cominciare a guarire”.