L’AQUILA – ”Non amo fare polemiche, non è mio costume. È stata una mia decisione lasciare l’incarico”.
Lo afferma il direttore sportivo dell’Amiternina (ormai ex), Francesco Micciola dopo la rescissione del contratto con il club giallorosso.
Una decisione presa dopo la sconfitta interna di domenica scorsa contro la Renato Curi Angolana (0-1).
”Ho fatto questa scelta – spiega Micciola – perché ero stanco di sentire che la colpa dei risultati negativi è di uno o due giocatori. Invece il mio pensiero è che quando si vince tutti sono bravi e quando si perde le colpe sono di tutti. Inoltre sono sicuro che l’organico dell’Amiternina è adatto per la serie D e può arrivare tranquillamente alla salvezza”.
Miccola non vuole rivelare i nomi di chi critica e aggiunge che ”saluto tutti i dirigenti giallorossi, l’allenatore Vincenzino Angelone e soprattutto il presidente Maurizio Colantoni che mi ha dato questa opportunità”.
Intanto l’Amiternina ha collezionato una serie negativa di risultati che l’ha portata direttamente in zona play out.
”Ripeto ancora una volta – afferma Micciola – che la rosa giallorossa è buona. Purtroppo non è un momento positivo legato anche a qualche episodio negativo. In questo momento i giocatori avrebbero bisogno di più fiducia, perché hanno perso la loro autostima”.
Probabilmente Micciola non vuole rivelare i veri motivi della sua uscita.
Secondo alcuni rumors l’ex direttore sportivo avrebbe anticipato le valigie, perché dalla prossima stagione l’attuale vice presidente Pasquale Specchioli dovrebbe diventare il nuovo presidente.
Specchioli si dovrebbe valere della collaborazione di Andrea Zefferi e Lanfranco Barbanti: un trio che aveva già operato a Montereale con discreti risultati, e nell’Aquila Calcio con risultati pessimi.
”Non è così – si affretta a dire Micciola – io non conosco quale sarà l’assetto dirigenziale del prossimo anno. Ripeto ancora una volta ho fatto una scelta personale”.
Un altro motivo, oltre alla questione legara alla futura dirigenza, probabilmente ci sarà anche il fatto che Micciola avrebbe chiesto l’esonero di mister Angelone, ma senza riuscirci. (s.cas.)






