PESCARA – Punito Zeman, il Bologna si ferma davanti all’erede del boemo. E per il giovane Pescara di Stroppa il punto strappato a fatica, ma tutto meritato, al Dall’Ara, è finalmente qualcosa di concreto.
A sprecare, questa volta, sono i rossoblù: in vantaggio nel primo tempo con Gilardino, potrebbero dilagare. Poi, dopo il pari di Quintero, non sfruttano la superiorità numerica per metà del secondo, sbagliando un rigore e altre occasioni.
A tradire gli emiliani che si sentono, alla fine, di aver lasciato una vittoria, è l’eccessiva furia di Diamanti: dopo aver concesso la solita dose di movimento e classe, è il capitano che fallisce il match-point dal dischetto.
Nel finale si annebbia, nervoso, cercando inutilmente di vincerla da solo. E se la banda Pioli capisce una volta di più che gran parte del proprio destino dipende dal focoso fantasista, i biancoazzurri imparano in corsa la lezioncina che, per salvarsi, la difesa non può essere un optional.
Il copione in avvio, infatti, era parso quello visto nelle prime tre, con un reparto, spesso troppo alto e disattento. Un formaggio coi buchi, dove gente come Gilardino sta come un topo nel formaggio. Così il vantaggio è un’esibizione didattica delle doti da animale da gol: solo davanti a Perin, l’attaccante, forse in fuorigioco, scaraventa dentro un cross di Garics.
Anche troppo facile, ma lì bisogna esserci e la punta sta tornando l’uomo giusto al posto giusto. ‘Tira giù la porta’, intona la curva, come una volta faceva con Beppe Signori: dopo la doppietta all’Olimpico, Bologna ha un nuovo principe che, contando anche quello nello spareggio ai tempi del Parma, contro i rossoblù, ne ha firmati 150 in A.
Seguono folate, che danno il senso di una possibile grandinata. Poi, però, come dopo aver fatto sfogare un pugile, la squadra di Stroppa prende coraggio, afferra brandelli di campo.
La punizione di Quintero è il coronamento dello sforzo: il giovane mancino colombiano da 25 metri calcia sopra la barriera un tiro che gira, non fortissimo, ma angolato. Agliardi si butta in laterale, quasi ci arriva, ma pare non attaccare abbastanza il pallone, che lo supera.
Prodezza o errore del portiere? Il dubbio resta, ma è comunque in compagnia di altri sbagli decisivi, nel secondo tempo. Al 20′ e’ Diamanti che pesca Gilardino, che si fa stendere da Perin: espulsione e rigore.
Va sul dischetto colui che in estate aveva beffato Hart e tutta l’Inghilterra; questa volta la spunta Pelizzoli, ‘vecchio’ numero uno, che si fa trovare caldissimo e veloce nel far scendere i suoi quasi due metri nell’angolino. Pochi minuti dopo è ancora lui protagonista, su Gilardino.






