L’AQUILA – D’accordo che l’arbitro ce l’ha messa tutta per diventare il protagonista del derby L’Aquila-Chieti, vinto in rimonta 2-1 dai teatini, in 11 contro 8 e con un centrocampista aquilano in porta.
Ma a prendersela troppo con il direttore di gara e le sue decisioni, dubbie ma comunque agevolate anche dalla dabbenaggine aquilana, si rischia di perdere di vista la realtà che conta: oggi L’Aquila è precipitata dal terzo al quinto posto, scavalcata dall’Aprilia oltre che dagli stessi neroverdi; non vince da 5 partite, 3 perse e 2 pareggiate; continua a giocare dannatamente male ed evidenzia anche una preoccupante fragilità psicologica che fa perdere la rotta a tutti alle prime difficoltà.
Ma soprattutto, questa è la cosa più grave, altro che le prodezze dell’arbitro, i rossoblù sono ormai a 2 soli punti dall’uscita dei play off e rischiano di replicare l’impresa negativa già centrata della scorsa stagione, quello di perdere tutto quello che c’è da perdere e non disputare nemmeno la post-season.
Contro i “cugini” di Tiziano De Patre (uno scalmanato in panchina, meno male che ha giocato in serie A…), L’Aquila ha giocato alla pari per un tempo, anche se ha tirato poco in porta, ed è passata in vantaggio grazie a una prodezza balistica di capitan Imperio Carcione da 25 metri.
La possibile vittoria-scaccia crisi che si andava materializzando si è allontanata quando proprio l’autore del gol si è fatto ammonire per la seconda volta per un fallo banalotto a metà campo e ha lasciato i suoi in 10. Già priva di Iannini, fatto fuori come ‘mela marcia’ dello spogliatoio, senza personalità in mezzo e in avanti, con Improta e Ciotola evanescenti, la squadra aquilana si è sfaldata completamente.
Il Chieti non ha mai impressionato e forse non avrebbe trovato la via della rete senza un solista d’eccezione: Claudio De Sousa, di passaggio in questa categoria, che alla prima mezza occasione ha ‘fulminato’ il portiere aquilano Testa. Bravo a chi ha saputo prenderlo al calciomercato, De Sousa, nonostante il blasone chietino non fosse certo superiore a quello aquilano.
Negli ultimi dieci minuti la partita si è ribaltata, con un rigore molto dubbio trasformato sempre dall’attaccante italoangolano di scuola laziale, l’espulsione del portiere Testa, già ammonito in precedenza per perdita di tempo. I cambi per Maurizio Ianni erano finiti, così in porta ci è andato Triarico. E alla fine è arrivata anche la terza espulsione, di Infantino, per una gomitata.
Ciononostante, L’Aquila avrebbe potuto pareggiare addirittura al 51’ con una punizione di D’Amico uscita d’un soffio. È stata l’ultima emozione prima del rissone finale, in cui gli aquilani si sono scagliati contro il direttore di gara, costretto a uscire scortato dalla polizia. Fuori dai gangheri l’uomo mercato rossoblù Ercole Di Nicola, c’è mancato poco che volassero gli schiaffi.
Tant’è. Il Chieti vince e vola al terzo posto, all’Aquila restano le recriminazioni e quella preoccupante sensazione di aver imbroccato una china pericolosa e difficile da re-invertire. Serve una vittoria, subito, magari contro la penultima, l’Aversa Normanna, che sarà affrontata nel prossimo turno. Altrimenti sono dolori.
Il quarto anniversario del terremoto del 6 aprile 2009 è stato ricordato dagli ultras rossoblù: “Nella mente ancora il ricordo, quant’eri bella non me lo scordo”, lo striscione alzato dalla Sud. Sugli spalti c’era l’ex allenatore aquilano Augusto Gentilini, stupito dalle pietose condizioni del campo: difficile dargli torto, visto che prima di Carcione e soci ci hanno giocato in 24 ore una partita di beneficenza e poi L’Aquila Rugby.
La cronaca. Al primo giro di lancette L’Aquila già pericolosa con un calcio di punizione di Carcione respinto da Cappa con un buon riflesso. Al 12’ occasionissima per i rossoblù, Ciotola recupera una palla e serve Infantino, il centravanti ingannato dal rimbalzo cicca il pallone.
Al 19’ il Chieti sfiora il vantaggio. Corner di Vitone, De Sousa gira di testa non potente ma angolato, Testa sfiora e manda sul palo. Al 23’ Infantino combina con Ciotola e calcia un rasoterra dal limite, Cappa ci arriva e blocca a terra. A 24’ ancora pericolo per L’Aquila con Triarico che sfiora l’autogol su calcio d’angolo, libera Ingrosso con una rovesciata sulla linea, vibranti le proteste di De Patre.
Nella ripresa prima occasione al 9’ per Mungo che sfugge a Gizzi, aggira Pomante, entra in area ma strozza la conclusione e tira a lato. Al 17’ L’Aquila sblocca con Carcione che, dai 25 metri, spedisce una punizione all’incrocio dei pali e corre a esultare sotto la curva.
Al 26’ i rossoblù vicini al raddoppio, Gizzi mette in mezzo per Infantino, favorito da un rimpallo nel controllo, il diagonale di destro da un metro è violento ma c’entra Cappa, poi sul tap in ancora Infantino di sinistro tira a lato. Al 35’ pareggio del Chieti con De Sousa, lanciato da Del Pinto, che fulmina Testa calciando al volo.
Al 41’ rigore di Triarico che per l’arbitro colpisce di mano un traversone dalla fascia. De Sousa trasforma. Testa si fa espellere e L’Aquila è costretta a giocare i 6 minuti di recupero con Triarico in porta. Al 51’ Colussi conquista una punizione e D’Amico per poco non sfiora il clamoroso pari.
L’Aquila: Testa 4, Gizzi 5,5, Ligorio 6, Agnello n.g. (18’ pt Cannoni 6,5), Pomante 6, Ingrosso 6, Improta 5 (30’ st Colussi n.g.), Carcione 6, Infantino 5, Triarico 5,5, Ciotola 5 (28’ st D’Amico n.g.). All. Ianni
Chieti: Cappa 6, Bigoni 6, Gandelli 6, Del Pinto 6,5, Pepe 6,5, Gigli 6,5 (27’ st Berardino n.g.), Verna 6 (18’ st Rinaldi 6), Vitone 6,5, De Sousa 7, Mungo 6 (27’ st Di Filippo n.g.), Alessandro 5,5. All. De Patre
Arbitro: Aversano di Treviso 4,5
Reti: 17’ st Carcione, 35’ st De Sousa, 42’ st De Sousa (rig.)
Note: spettatori 1.045 compresi abbonati per un incasso di 5.800 euro. Calci d’angolo 4-4. Ammoniti Del Pinto, Carcione, Alessandro, Testa, Pepe, Berardino. Espulsi al 26’ st Carcione, al 41’ st Testa, al 46’ st Infantino
Testa 4 Il rigore forse non c’era ma farsi espellere per due sciocche ammonizioni in questo momento del campionato è imperdonabile.
Gizzi 5,5 Una partita tutta di alti e bassi, buone giocate e incertezze. Altre volte era apparso più sicuro e concreto.
Ligorio 6 Preoccupato dalla velocità degli esterni teatini, pensa più a difendere che ad attaccare.
Agnello n.g. La sua partita dura poco, si fa male e deve uscire.
18’ pt Cannoni 6,5 Lieta novella di giornata, mena, corre e prova anche qualche giocata di qualità.
Pomante 6 Fa a sportellate con De Sousa e gli altri,
Ingrosso 6 Salva un autogol nel primo tempo, De Sousa lo fa fesso in occasione del pareggio.
Improta 5 Ormai è un caso aperto, vuole tornare a segnare per sbloccarsi ma riesce solo a strafare.
30’ st Colussi n.g. Solo contro 10 maglie chietine conquista la punizione dal limite al 51’ che regala l’ultima speranza.
Carcione 6 Sfiora il gol dopo pochi secondi, lo trova con una punizione magistrale delle sue nella ripresa. Sembra la svolta della stagione, ma dalla sua espulsione comincia il tracollo.
Infantino 5 Si mangia un paio di gol e si fa cacciare stoltamente.
Triarico 5,5 Sfiora un autogol nel primo tempo e causa il rigore (peraltro dubbio) nella ripresa. Nel mezzo, tanto fumo.
Ciotola 5 Sempre più evanescente, ma anche lasciato solo dai compagni quando affonda, così perdere palla è un giochetto.
28’ st D’Amico n.g.
Arzanese-Fondi 5-0; Campobasso-Borgo a Buggiano 0-0; Gavorrano-Martina Franca 2-2; Hinterreggio-Foligno 0-1; L’Aquila -Chieti 1-2; Aversa Normanna-Poggibonsi 0-1; Pontedera-Aprilia 1-1; Salernitana-Melfi 2-1; Vigor Lamezia-Teramo 1-3.
Salernitana 60; Pontedera 55; Chieti 49; Aprilia 47; Poggibonsi e L’Aquila 46; Teramo 44, Martina Franca 39; Melfi 38; Foligno 37; Arzanese 36; Borgo a Buggiano, Gavorrano e Hinterreggio 35; Vigor Lamezia e Campobasso 34; Aversa Normanna 15; Fondi 13.
Martina Franca-Aprilia; Teramo-Arzanese; Gavorrano-Borgo a Buggiano; Foligno-Campobasso; Poggibonsi-Hinterreggio; Aversa Normanna-L’Aquila; Melfi-Pontedera; Fondi-Salernintana; Chieti-Vigor Lamezia.






