TERAMO – In merito ad alcune polemiche sui giornali, fonti di palazzo Chigi, interpellate al riguardo, sottolineano come il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della sua visita all’Aquila, “non abbia irriso né inteso irridere alla città di Teramo e ai suoi cittadini in merito alle questioni sportive”.
Lo precisa un lancio di agenzia che cita fonti della presidenza del Consiglio in risposta alle tante polemiche che hanno bersagliato Renzi dopo la battuta a sfondo calcistico nei suoi 22 minuti di discorso presso il Gran Sasso Science Institute.
“Una parte dei contestatori era legata al Teramo in serie D”, ha detto Renzi sulla circostanza, al quale il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha ricordato anche il fallimento e la radiazione della Fiorentina negli anni Duemila: “Vi segnalo che la Fiorentina in B c’è stata per caso”, ha replicato il premier.
Il siparietto ha fatto inferocire i tifosi, il sindaco, Maurizio Brucchi, che ha chiesto scuse e addirittura dimissioni, e l’assessore regionale Dino Pepe e i consiglieri Sandro Mariani e Luciano Monticelli, tutti del Partito democratico.
Ora la precisazione di palazzo Chigi.
Intanto, oltre un centinaio di tifosi teramani è giunto a Roma dove oggi si discuterà il ricorso contro la retrocessione in serie D del Diavolo, decisa dal Tribunale Federale Nazionale della Figc nell’ambito del processo sportivo al Calcioscommesse.
I supporter arrivati a bordo di due pullman e diverse auto sostano, controllati dalle forze dell’ordine, davanti all’albergo romano che nel pomeriggio ospiterà l’udienza dinanzi alla Corte Federale d’Appello.
Nel sit-in di protesta i supporter hanno esposto gli striscioni ‘Serie B conquistata sul campo’ e ‘#iostoinB’, intonando cori contro l’Ascoli (“andiamo in B senza l’Ascoli”) che, nel caso dovesse essere confermata la squalifica in merito alla presunta combine del match di Lega Pro Savona-Teramo (0-2, del 2 maggio 2015), salirà nel campionato cadetto al posto degli abruzzesi.
Al sit-in di protesta dei tifosi teramani, a Roma per il processo d’appello contro la retrocessione della squadra abruzzese, non hanno aderito i gruppi ultrà ‘Sedici gradoni’ e ‘Teramo Zezza’, contrari a tale tipo di manifestazione.
Nei giorni scorsi alcuni esponenti del gruppo ‘Teramo Zezza’ aveva spiegato che non sarebbero venuti a Roma perché contrari alla gestione societaria.






