AVEZZANO – Chi l’ha detto che il calcio è solo una questione tra uomini?

Le donne oramai sono entrate di diritto nel pallone, come dimostra Valentina Maio, presidente della Virtus Lanciano neo promossa in serie B.

E per risollevare le sorti dell’Avezzano Calcio, formazione che milita nel campionato di Promozione e che ha presentato la domanda di ripescaggio in Eccellenza, il vulcanico presidente marsicano, l’avvocato Gianni Paris, ha ingaggiato come direttore generale Cristiana Russo.

Pugliese, sposata con un avezzanese doc, quel Maurizio Cipollone figlio dei “cinema avezzanesi”, la Russo è socia con Stefano Caira di una importante società di mediazioni nel calcio professionistico italiano (in particolare, legata ai club di Lazio e Roma).

Proprietaria della ”Italia Film” con sede nella Capitale, è stata scelta dal presidente Paris per concretizzare un progetto ambizioso, quello di tornare in Lega Pro, oltre che un ulteriore e decisivo potenziamento societario.

Compiti non facili per la Russo, che proverà a investire capitali da dirottare a vantaggio dell’Avezzano, la ricerca di uno sponsor principale e la possibilità di far indossare la casacca biancoverde a giovani giocatori dei grandi club sia per la prima squadra che per l’ambizioso progetto juniores e settore giovanile.

”Il calcio – spiega la manager ad AbruzzoWeb – è da sempre una mia grande passione. Non so spiegare il motivo: posso dire che solo che il calcio è dentro di me”.

Come è diventata socia di Caira, uno dei più affermati professionisti del calcio?

Ci conosciamo da molto tempo e mi piace molto come lavora. Tra l’altro intende come me questo sport, fatto di trasparenza e di onesta. Per me un ragazzo non deve essere sovo visto come business, ma deve essere seguito in tutti modi anche in quello sanitario. Voglio ringraziare la dottoressa Maria Stella Giorlandino di Artemisia Lab di Roma che gratuitamente ci offre la diagnostica per i calciatori. Ci preoccupiamo della salute dei giovani che si affidano a noi. Sono una mamma anch’io e quindi ho un grande instito materno. Oltre al calciatore, pensiamo all’uomo prima che venta inghiottito dal ’circuito’.

Come mai ha accettato la proposta dell’Avezzano?

Da Roma vengo spesso qui, nella terra del mio compagno di vita. Mi sono innamorata di Avezzano e ritengo che questa città debba avere una squadra di un certo spessore. E poi non potevo tirarmi indietro alla proposta che ho ricevuto dal presidente Paris, persona giusta per riportare il calcio avezzanese all’antico splendore. Un plauso anche al direttore sportivo, Antonello Cellini, che ha una grande voglia di fare. Il presidente Paris sta investendo molto in questa avventura: di tasca sua sta realizzando il restyling dello stadio. Io non potevo tirarmi indietro e provvederò agli arredi degli spogliatoi. Dobbiamo creare una situazione comoda per i nostri giocatori e per il pubblico che verrà a sostenere i colori biancoverdi.

Quali iniziative pensa di organizzare?

In cantiere ce ne sono tante. In questo momento sto cercando di coinvolgere anche Roma, perché nella Capitale ci sono numerosi avezzanesi e ho potuto notare che diversi residenti nel Lazio hanno simpatia per Avezzano. È possibile che qualche sponsor arrivi dalla Capitale attraverso il mio lavoro nel mondo del cinema.

Sappiamo che con lei lavorerà anche un volto abbastanza noto del calcio.

Vero, l’ex giocatore della Lazio, Fabio Firmani, dopo aver disputato le ultime tre stagioni in una squadra del campionato cinese e in una formazione di Dubai (Emirati Arabi), è diventato un mio collaboratore.

Lei ha anche contatti con molti club calcistici professionisiti: tenterà qualche approccio, anche se non sarà facile portare dei baby a indossare la casacca biancoverde in Promozione o, si spera, in Eccellenza?

È vero che le società professionistiche preferiscono che i loro giovani siano ingaggiati da club che militano almeno in serie D, ma Avezzano è una bellissima realtà e sicuramente ci daranno un sostegno per andare lontano. Esistono club che, per ora, disputano un campionato maggiore del nostro, però non hanno il blasone come quello di Avezzano e soprattutto l’entusiasmo.