L’AQUILA – Vince il Chieti, passa L’Aquila. Questo l’esito a due facce, esultante quella rossoblù, amarissima quella neroverde, della seconda semifinale play off di Seconda Divisione di Lega Pro.

Il Chieti di Tiziano De Patre ha completato solo a metà la rimonta sui rossoblù di Giovanni Pagliari, grazie alla rete di Capogna, ma non è riuscito a schiacciare del tutto gli aquilani, che invece hanno resistito e anzi, hanno avuto pure qualche occasione per segnare il gol della condanna.

Alla fine, un abbraccio, pure questo con due diverse espressioni, tra i due presidenti, il teatino Walter Bellia e l’aquilano Corrado Chiodi, e la sorpresa: il Teramo ha battuto l’Aprilia e la finale sarà tutta abruzzese, tra una settimana il primo round a Piano d’Accio.

È stato un derby tiratissimo, ad alta tensione, con poco spettacolo e pochi tiri e tanta passione, com’era giusto attendersi da una gara di questo livello. Curva Volpi gremita a sostenere i beniamini di casa, altrettanto d’impatto la risposta dei tifosi aquilani, circa 500, tessera del tifoso o non tessera del tifoso.

Come da copione annunciato L’Aquila è scesa in campo guardinga, non si è fatta comprimere mai dall’avversario ma neanche ha cercato la sortita. Il Chieti invece si è lanciato subito all’inseguimento, consapevole di dover sbloccare al più presto per inseguire i sogni di rimonta.

E ci è riuscito, grazie all’unico spunto di tutto il match del puntero De Sousa, che ha trasformato in oro una palla sporca ricevuta appena dentro l’area, saltando l’avversario e sparando sul palo e dando l’opportunità al lungagnone Capogna di buttarla dentro.

Il gol ha galvanizzato i tifosi teatini ma non troppo i giocatori di De Patre, che hanno continuato sì a pressare, ma senza mai essere tambureggianti, senza quel “sangue agli occhi” che aveva chiesto l’allenatore alla vigilia, senza mai mettere paura all’Aquila.

Nella ripresa, poi, la squadra di Pagliari è venuta fuori. Grandioso Carcione, migliore in campo e bravo tanto nella regia quanto a randellare, ottima la prova tutta corsa di Menicozzo, lodevole il sacrificio delle punte Infantino e Improta.

La spinta del Chieti si è affievolita, nonostante l’insistenza di Vitone e la forza dell’aquilano prestato al nemico Del Pinto. Non solo, tuttavia, i chietini non hanno più avuto grosse occasioni, ma anzi, hanno rischiato anche in due occasioni in rapida successione di prendere il gol della condanna.

Alla fine, dopo quattro minuti di recupero, il fischio finale che ha mandato in Paradiso L’Aquila. Che ora può scrollarsi di dosso la ‘sindrome di Prato’, il play off perso al 99’ minuto in modo incredibile due anni fa, e andarsi a giocare una finale pure questa al calor bianco contro il Teramo. Uno scontro di quelli che fanno la storia, che sotto il Gran Sasso aspettano dal 2000.

La cronaca. Al 13’ è Capogna con un tiro alto dal limite a sbloccare una prima fase di solo studio. Al 19’ i neroverdi passano subito in vantaggio. De Sousa riceve palla in area, scarta un uomo e centra il palo in diagonale, sul tap in proprio Capogna è il più lesto di tutti e infila Testa. Al 25’, su cross di Del Pinto, De Sousa scavalca Rapisarda, ma di testa mette a lato. Al 26’ si fa viva L’Aquila. Infantino riceve spalle alla porta, si gira e dal limite calcia potente ma alto.

Nella ripresa, al 10’ Cardinali calcia da 25 metri, la palla va a lato. All’11’ un tiro-cross di Ciotola viene smanacciato malamente da Cappa, ma nessuno è pronto a buttarla dentro. Al 15’ occasionissima per L’Aquila. Infantino lancia Iannini, fuga in solitaria ma tiro alto davanti a Cappa, per la disperazione dei tifosi. Un minuto dopo seconda palla d’oro, stavolta per il neoentrato Triarico, ma Cappa devia miracolosamente il diagonale da dentro l’area. A 35’ bella azione di Mungo che prova il rasoterra, Testa blocca in due tempi. Al 39’ combinazione Ripa-Triarico, la palla viene liberata davanti alla porta.

Chieti: Cappa 6,5, Bigoni 6, Gandelli 5,5 (34’ st Di Filippo n.g.), Del Pinto 6,5, Pepe 6, Gigli 7, Cardinali 5,5, Vitone 6, De Sousa 5,5, Berardino 5,5 (18’ st Mungo 6), Capogna 6,5 (19’ st Alessandro 6). All. De Patre

L’Aquila: Testa 6, Petta 6, Rapisarda 6, Carcione 7,5 (36’ st D’Amico n.g.), Ingrosso 6,5, Pomante 6,5, Menicozzo 7, Iannini 6,5, Infantino 6,5 (32’ st Ripa n.g.), Ciotola 6 (14’ st Triarico 6,5), Improta 6,5. All. Pagliari

Arbitro: Ghersini di Genova 7,5

Reti: 19’ st Capogna

Note: spettatori 2.000 circa. Calci d’angolo 6-3 per L’Aquila. Ammoniti Menicozzo, De Sousa, Ciotola, Gandelli, Ingrosso

NOVANTUNESIMO

Si abbracciano davanti alle telecamere, i due presidenti, Walter Bellia e Corrado Chiodi. “Siete stati bravissimi, avete fatto un’ottima partita”, l’aquilano tenta vanamente di consolare l’altro.

“A un certo punto non mi sono sentito bene”, svela.

“Sono molto soddisfatto, i ragazzi hanno fatto quello che volevamo, hanno sofferto ma alla fine il risultato è stato a nostro favore – prosegue – Ora il grande passo con questa finale tutta abruzzese”.

L’ennesima emozione di un’annata tutta in saliscendi, “un alternarsi di alti e bassi senza avere una costanza. Queste con il Chieti, comunque, sono state due partite giocate con la testa e con il cuore, mi auguro anche le prossime siano così”.

Chiodi parla anche della notizia annunciata dal direttore sportivo della Paganese, Cosimo D’Eboli, che ha detto di essere stato contattato dal club rossoblù e aver ricevuto un’offerta: “Non è vero nella maniera più assoluta, secondo me bluffa. Le decisioni sulla dirigenza sono tutte congelate in attesa di vedere in che categoria saremo, ora pensiamo solo alla finale”.

Bellia sembra ancora più scuro del solito. Gli chiedono degli scenari societari, del futuro, risponde con un filo di voce.

“Penso alla sconfitta non al futuro, ci hanno condannato gli episodi della partita di andata all’Aquila”, recrimina.

“I ragazzi sono encomiabili, oggi hanno dimostrato il vero valore – continua – Se c’era una squadra che meritava la finale era il Chieti, senza nulla togliere all’Aquila”.

“Comunque un’abruzzese salirà in Prima Divisione, complimenti alle altre due”, conclude con una smorfia.

PAGELLE L’AQUILA


Testa 6
Incolpevole sul gol, presidia la sua porta con molta sicurezza specialmente nelle uscite alte.

Petta 6 Pagliari gli dà ancora fiducia e lui ricambia con una prova accorta, senza acuti né errori.

Rapisarda 6 Forse sente la pressione del play-off ed è meno arrembante, ma comunque sbaglia poco.

Carcione 7,5 Il migliore dei 22. Non spreca un pallone, lancia i suoi e fa anche la diga.

36’ st D’Amico n.g. Entra per tenere palla nel finale.

Ingrosso 6,5 Difende bene sugli avanti del Chieti facendo a sportellate con Capogna.

Pomante 6,5 Il match con De Sousa finisce con la sua vittoria.

Menicozzo 7 Corre qua e là, si danna l’anima per fare il muro in mezzo al campo.

Iannini 6,5 Non fa il protagonista ma lavora moltissimo in mezzo al campo. Sbaglia un gol tremendo.

Infantino 6,5 Vita dura in mezzo a tutti quei difensori, ma prende le botte e tiene palla, quello serviva.

32’ st Ripa n.g. Spariglia un po’ le carte là davanti ma non riesce a calciare in porta.

Ciotola 6 Evanescente e leggerino ma anche lasciato solo, gli riesce solo qualche spunto sull’out.

14’ st Triarico 6,5 È più fresco degli altri e si vede, un bell’impatto sulla gara.

Improta 6,5 Partita di gran carriera anche per lui, grandissimo sacrificio.