L’AQUILA – “Si sta creando un ottimo clima, all’Aquila i tifosi si aspettano grandi cose da noi. Manca qualche tassello, ma la società sta lavorando benissimo e a breve saremo completi in ogni reparto”.

È un Giovanni Pagliari molto sereno quello che sta mettendo sotto torchio la sua L’Aquila Calcio in ritiro precampionato, in vista della stagione difficile ma affascinante in Prima Divisione dopo il trionfo ai play off dello scorso giugno contro Chieti e Teramo.

Il tecnico marchigiano ha l’occasione di plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza dall’inizio, lui che sotto il Gran Sasso era arrivato qualche mese fa per rimettere in carreggiata una formazione quasi allo sbando, col rischio concreto di non accedere a quei play off che si sarebbero rivelati gloriosi di lì a poco.

La società del presidente Corrado Chiodi e del responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola ha già portato in rossoblù giocatori molto forti, come l’attaccante Claudio De Sousa e il centrocampista (di origini scoppitane, a un tiro di schioppo dall’Aquila) Lorenzo Del Pinto, entrambi dal Chieti sconfitto in semifinale poco più di due mesi fa, e molto promettenti, come i Primavera della Roma Amato Ciciretti e Marco Frediani.

Gli ultimi colpi per ora sono Andrea Scrugli, terzino ’92 ex Andria, Prato e Vibonese, che Pagliari deve valutare, e (forse) Wesley Yamnaine, classe ’93, altro prodotto del vivaio della Roma.

Pagliari, sembra soddisfatto del lavoro della società.

Assolutamente sì, anche se è ancora presto per avere certe indicazioni. Comunque stiamo costruendo un ottimo gruppo, i ragazzi sono già affiatati.

Sotto il profilo tattico però ha già delle risposte.

Ci stiamo allenando con il 4-2-3-1, ma anche il 4-3-3. Siamo al lavoro, è normale che sia così.

Un campionato senza retrocessioni: attenzione a prendere gli impegni sottogamba, specie per quanto riguarda i più giovani.

Con me nessuno si può permettere di giocare senza la bava alla bocca sempre, in qualsiasi occasione. Per me l’obiettivo è sempre il massimo, in campo e fuori. In squadra abbiamo dei veterani che sapranno dare l’esempio a chi all’Aquila è venuto per maturare, non sono affatto preoccupato in questo senso.

La società sta allestendo una squadra all’altezza della Prima Divisione, poi sarà il campo a dire se avrà fatto le scelte giuste. La piazza, però, al di là del tifo organizzato, sembra ancora abbastanza lontana dal messaggio sugli abbonamenti.

Per me circa 250 abbonamenti a fine luglio sono un ottimo risultato, di questo passo si arriverà a quota mille. C’è grande entusiasmo, lo ‘sentiamo’ tutti. E poi con la città, con la piazza, si è stretto un legame fortissimo. I nuovi arrivati lo hanno capito subito, sanno che all’Aquila c’è un doppio obiettivo da centrare: fare bene in mezzo al campo per far stare bene le persone che soffrono un delicatissimo post-sisma.

Questa fase di calciomercato le ha regalato il già citato Claudio De Sousa, un attaccante capace di fare grandi cose. Lui ha detto di sentirsi pronto e di sapere di non poter fallire in un momento decisivo della carriera. Come lo ha trovato?

Fisicamente prontissimo e poi ho capito che è un grande uomo, non soltanto un grande giocatore. D’altra parte tutti i ragazzi con cui sto lavorando sono grandi uomini, sono già molto orgoglioso di loro.

Il vice presidente Massimo Mancini si aspetta una squadra che giochi bene a calcio. “Pagliari adesso ha tempo per badare anche al bel gioco e non soltanto ai risultati”, ha dichiarato recentemente a questo giornale.

Faremo di tutto per rendere felice questa città, non soltanto il vice presidente. Abbiamo fame, vogliamo imporci sul campo, che alla fine dirà la verità su chi siamo.