L’AQUILA – Oggi L’Aquila Calcio ha forse cominciato a riscoprire i suoi 85 anni di storia, e a dare lo sprone alla società, agli ex calciatori e tecnici e anche ai giornalisti non poteva che essere Guido Attardi, giocatore e poi allenatore rossoblù prima di lanciarsi in una carriera di quarant’anni di calcio vero in tutta Italia.

Scomparso nel 2002, oggi “Guiduccio” è stato ricordato in una cerimonia in cui hanno partecipato tanti che lo hanno conosciuto, lo ricordano e lo stimano.

Da Torino si è fatto sentire il centravanti campione del mondo, Luca Toni; da Palermo è venuto addirittura di persona il braccio destro di Zamparini, l’amministratore delegato Rinaldo Sagramola; con la pattuglia degli ex della Lodigiani si è visto l’ex centravanti di Napoli e Torino, Andrea Silenzi. Per non parlare di tutti gli storici rossoblù.

Un sacco di gente, che ha riempito l’auditorium “Sericchi” della Carispaq, da cui si può capire quanto di bene ha fatto Attardi al mondo del pallone.

A spingere con forza perché si facesse questo ricordo, manco a dirlo, non è stato un aquilano: Antonio Ranucci, segretario del sodalizio di via Ulisse Nurzia e amico da anni di Attardi, che aveva conosciuto e lavorato alla Viterbese e al Fano.

“Ho trascorso sette anni con lui – ha spiegato – e sono stati belli, me li sono goduti. Di Guido ricordo l’aquilanità verace: spesso parlava della sua città, degli inverni e delle nevicate, della maglia rossoblù che aveva indossato e dopo ogni partita poteva perdere anche 5 chili. È una persona che porto nel cuore e che mi ha aiutato a far sì che la mia carriera, e quella di calciatori come Toni o Liverani, prendesse quota”.

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TONI: ”LO PORTO NEL CUORE”

Luca Toni spesso in numerose intervista ha indicato Attardi come “l’allenatore decisivo” per la sua carriera. Oggi non è stato presente di persona ma ha mandato un videomessaggio direttamente dal campo d’allenamento della Juventus.

“Ciao a tutti, mi dispiace non essere presente a questa cerimonia, però volevo unirmi a voi per ricordare il grande Guido Attardi – ha detto Toni – che porto ancora nel cuore perché è stato il mio allenatore alla Lodigiani e sicuramente è stato un allenatore che mi ha aiutato a far sì che la mia carriera abbia avuto un risvolto molto positivo. Lo saluto, gli faccio un grosso saluto assieme a tutti voi”

SAGRAMOLA: ”MI HA INSEGNATO A ESSERE PROFESSIONISTA”

“Conoscere Attardi – ha ammesso Sagramola – è stato un punto di svolta per la mia vita professionale e non solo. L’ho conosciuto quando avevo 27 anni e lui si fece ammaliare da un sogno, quello della Lodigiani: una realtà dilettantistica che con lui è diventata una grande realtà, una fucina di giovani. Lui mi ha introdotto al professionismo, mi ha insegnato a dare importanza ai dettagli”.

“Ha lanciato una marea di giocatori – ha aggiunto l’amministratore delegato rosanero – soprattutto attaccanti perché amava giocare in modo offensivo. È riuscito a lasciare qualcosa che gli sopravvive: tutti quelli che grazie a lui hanno sviluppato una carriera straordinaria, la mia ma anche quella di Toni. Ecco perché il mio ricordo è vivo, vivido e riconoscente”.

SILENZI: ”HA LASCIATO UN SEGNO”

Tra gli storici della Lodigiani c’era anche l’ex centravanti del Napoli e del Torino, Andrea Silenzi. “Attardi mi ha allenato per tre stagioni – ha ricordato – l’ho conosciuto a 18 e sono andato via a 21, sono tra i tanti ragazzi che ha lanciato e che devono ringraziarlo perché mi ha iniziato al calcio, mi ha fatto maturare. È stato il primo maestro che mi ha permesso di poter cominciare un percorso che poi mi ha portato in alto”.

“Una cosa che mi preme dire – ha aggiunto – è che per noi attardi non è solo questa bella giornata, ma è un ricordo che è nei nostri discorsi, nella nostra vita, non dico tutti i giorni, ma di sicuro ogni volta che, da ex compagni, ci ritroviamo. Questo significa che ha lasciato un segno dentro i nostri cuori, che è la cosa più importante”.

GLI AMICI E I COLLEGHI

“Era uno all’avanguardia, sempre davanti a tutti, anche se non giocavo mai e penso di avere il record di panchine!”, ha ricordato il direttore sportivo del Chieti, Alessandro Battisti.

“Mi auguro che il ricordo di Attardi non finisca con questa giornata. Su di lui poco da dire, è stato il mio primo allenatore e mi disse ‘quatra’, ju pallo’ non è pe’ ti’, il che dimostra che ci capiva”, ha affermato con ironia lo storico terzino rossoblù Renzo Tarantelli.

“Ho giocato con lui, in campo e fuori è stato sempre un gentleman – il ricordo di Paolo Rossi – Una persona schietta e che non è scesa mai a compromessi. Tecnicamente, poi, era scrupolosissimo nel preparare le partite”.

Aldo Di Bitonto, storico fantasista triestino dell’Aquila Calcio, ha ricordato che “Attardi da giovane è cresciuto dentro il nostro spogliatoio, e quando diventai prima vice e poi allenatore rossoblù una delle prime mosse che feci per raddrizzare la stagione fu promuoverlo in prima squadra, perché era cresciuto con noi e diventato meglio di noi”.

Sibillino ma molto sentito il ricordo di Mauro Cini, storico capitano della Lodigiani. “Sul nostro affetto per Attardi c’è poco da dire, basta pensare che dopo tanti anni siamo tutti qui a ricordarlo”.

L’ex calciatore e politico Luca Bergamotto ha utilizzato per “Guiduccio” un termine della teoria delle relazioni internazionali, spiegando che “oggi Attardi sarebbe un esempio di ‘soft power’, di quell’abilità di persuadere, convincere e attrarre altre persone con il carisma e la cultura”.

A concludere l’evento è stato uno dei figli di Attardi, Alfonso, che ha ereditato la passione per il calcio, tanto che al suo lavoro di funzionario Asl affianca da sempre ruoli di dirigenza in società sportive.

“Ringrazio tutti – ha concluso – anche a nome della mia famiglia, è una gioia rivedere vecchi amici. La partecipazione a questo evento per noi è la conferma di un ricordo vivo, che è professionale ma anche umano, della persona. E per papà più che le vittorie e le sconfitte contava proprio il rapporto umano con i calciatori: lui era il maestro e loro gli allievi”.

Tra gli altri che hanno voluto rendere un doveroso omaggio a “Guiduccio”, il vice sindaco dell’Aquila, Giampaolo Arduini; il presidente provinciale del Coni, Luciano Perazza; il presidente e uno dei vice presidenti dell’Aquila Calcio, Elio Gizzi e Giuseppe Taffo; l’ex consigliere comunale e tifoso storico rossoblù, Antonello Passacantando; il giornalista Dante Capaldi, decano delle vicende calcistiche aquilane, che ha moderato l’incontro.

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