SCOPPITO  – Pasqua Insieme 2012 a Scoppito (L’Aquila), dove i folli trovano rifugio!!!  Una classica. Un’immancabile.  Una dolcezza. Una perla. Una follia.

Quante altre parole servirebbero per descrivere una manifestazione che da tempo immemore è scolpita nel pomeriggio del giorno della Resurrezione di Cristo? Non basterebbero mai, credetemi. All’inizio, è Scetticismo. Poi, si fanno largo imprecazioni, maledizioni, disturbi intestinali e poca mobilità. Alla fine, stanchezza e felicità. Se ne comincia a parlare con una settimana di anticipo, qualcuno spera sempre che il match venga sospeso per impegni con le rispettive ragazze (o amanti, o concubine o ‘dame bianche’, tanto per citare il Vate della Daunia, con le famiglie, con i preparativi per una pasquetta diversa, lontana dalla ridente terra scoppitana.

E invece no. Come ogni anno, senza inviare sms, creare eventi su Facebook, telefonate, alcuni folli, si ritrovano in un orario ancora non ben precisato, presso il campo Comunale di Scoppito vista l’indisponibilità dello storico Licenne, dove tutto ebbe inizio.

I primi ad arrivare sono i soliti ‘svizzeri’ Stefano ‘Melanzana’ Irti, Massimo ‘Mago’ Volpe, il clan dei Lenart (senza il piccolo Dawid, ancora infortunato al ginocchio), il sommelier portierone Matteo Spezialetti e l’unico giocatore del Valico di Sella di Corno, Leonardo Mattei.

Poi, tocca alla macchina di Alecs ‘Menestra’ Del Coco ripiena di meravigliosi pazzoidi.

Oltre al poco affidabile guidatore, infatti, nell’auto del sottoscritto autore di questo articolo siedono mio fratello Antonello ‘Budello’ e, udite udite, il bomber del campionato regionale di Eccellenza  Hernan ‘Puto’ Molinari, costretto suo malgrado, dopo il pranzo con la sacra famiglia del ‘Magnate’ Cesillino Del Coco, a prendere parte attivamente alla bolgia pasquale scoppitana.

Tra chiacchiere inutili e idiozie di varia natura si cominciano a fare i conti: i conti delle possibili formazioni, perchè non si sa mai chi arriverà (e in quali condizioni psico-fisiche).

Cominciano a vacillare prepotentemente le presenze dei confermatissimi della mattina Marco ‘Niru’ Maurizi, Daniele ‘Mini Sidis’ De nuntiis, Enzo ‘Edenzo’ Renzetti e dell’ormai papà Emanuele ‘BigShotSparo’ Lattanzi, trasferitosi per il pranzo pasquale nell’antica terra di Forconia, presso Sant’Eusanio.

“Ma allora quanti semo?”. Non si sa!. “Ma le casacche no ci stau, a 10 non ci arriemo, ce ne jemo?”. Non si sa!. “Ma quissi che tenanu vini’ non arrianu?”. Non si sa! Non si sa nulla, neanche dove sia andato a finire il ‘Mago’ Volpe, scomparso forse con una delle sue splendide magie o dopo l’ennesimo, stucchevole ‘barocchismo’ con un pallone qualsiasi. Scomparso. Ma la speranza è l’ultima a morire, soprattutto nel giorno della resurezione. Ed è così che dalle Ville di Scoppito si comincia a intravedere uno sciame di macchine dirigersi verso le più basse frazioni.

Arriva Mirco ‘fittina’ Iannini, in abiti casual, ufficiale reporter dell’evento, Luca ‘Segretario” Del Pinto, il fratello Filippo ‘Pippo’, Robertino ‘Professore’ Angelone e Giuliano ‘Giugiù’ Valente.

Il numero legale viene raggiunto, i palloni ci sono. E le squadre? Le squadre a pari e dispari sono state da tempo rinnegate dagli abitanti della terra dell’Abruzzo citeriore, quelle a tavolino, dopo le volgari proteste degli anni precedenti per “squadre squilibrate” che non mettano d’accordo tutti i partecipanti.

Pertanto, in un momento di silezio, il saggio Toto’ Del Coco prende l’anno di nascita come spartiacque tra le due contendenti: Vecchi vs. Giovani.

La formazione dei Vecchi: Filippo Del Pinto, Giuliano Valente, Roberto Angelone, fratelli Del Coco, Hernan Molinari.

La formazione dei Giovani: Matteo Spezialetti, fratelli Lenart, Luca Del Pinto, Leonardo Mattei e Stefano Irti.

Si comincia…ah, no. I colori!!! Da sempre, la superficiale organizzazione della partita non prevede le casacche. Sarebbe troppo facile. Tipo cubo di Rubrik, cominciano gli scambi di maglie affinché ci sia, almeno una somiglianza di colori dei componenti delle rispettive squadre.

I vecchi scelgono colori scuri, blu, neri, anche per ‘sfinare’ un po’. I giovani, dal canto loro, si vestono di rosso e di altre tonalità.
 
Adesso è tutto pronto, si comincia per davvero. Ma, prima del calcio d’inizio, una domanda comincia a riscuonare nell’aere… “MA Volpe ddo’ sta?”.

C’è una certa preoccupazione sui volti dei tredici presenti. Volpe, arrivato per primo all’appuntamento, non ha lasciato tracce, non ha scritto lettere, non ha avvisato nessuno.

E così, tutti pensano ad un rapimento alieno oppure ad un sopralluogo sull’impianto dei lavacerchi presso il suo amato autolavaggio.

Nello stupore generale, in attesa dell’intervento di Federica Sciarelli, contattata dal Reporter Mirco, si parte.

I giovani puntano tutto sulla rapidità e sulla freschezza fisica. I vecchi, più esperti, giocano di squadra e si affidano a un fraseggio più stretto, cercando di finalizzare con il bomber Molinari.

Ma sono i giovani a condurre sempre l’incontro. La fantastica vena realizzativa di Lenart M. e di Irti, portano in vantaggio i rossi. I vecchi però non ci stanno e si riportano sempre sotto, dando anche sfoggio di eleganti giocate.

La partita sembra essere alla pari. Lenart L. sulla fascia sinistra è devastante, il puntero di Monte Calvo Mattei è micidiale sotto porta, il reparto difensivo è ben registrato dal fratello del robot Maciej, da un Del Pinto in forma splendida e dal tuttofare ‘Melanzana’ Irti, la ‘formica atomica’ delle retrovie.

Eppure, i non più giovanissimi rispndono colpo su colpo. Le geometrie di Toto’ Del Coco la tempestività di Giugiu’ Valente, la caparbietà del Prof Robertino, i colpi geniali di ‘fernet’ Molinari, le finte di anca del Menestra con ancora i chiodi in stile Gesù Cristo un po’ ovunque sul corpo e le parta del laziale Pippo non hanno età. Allora, avanti i vecchi.

La porta d’ingresso, non proprio a piombo, stride e riappare come per magia il grande ‘Fox’, Massimo Volpe. Shazam. C’è anche lui. Vivo e vegeto, ma chissà da quale postaccio arriva. Subito il cambio con il più piccolo dei Del Coco, autore di questo delirante pezzo e non proprio in ottime condizioni causa 6 punti di sutura sul ginocchio.

Il match è piacevole, nonostante alcune costolette di agnello siano ben visibili sotto le maglie dei giocatori e nonostante alcuni vortici non proprio ‘profumati’ presenti in alcune zone del campo.

Intanto, Sommelier Spezialetti e Pippo Laziale compiono miracoli inauditi: scatto dei giovani e +5 sul tabellone che non c’è. Qualcuno comincia a dire “basta è finita”, ma i vecchi, si sa, hanno un Cuore in più e si riportano a -1. Si arriva quindi a 48 a 48 per i giovani dopo circa un’ora e mezza di follie.

Gli infortunati sono circa una decina e non frega niente a nessuno. The show must go on.

Gli anziani cercano il pareggio in tutti imodi, però prima Irti e poi Lenart M. con due eurogol decretano la fine dell’incontro, nonostante un barocchismo di Shazam Volpe avesse quasi riportato in parità il match. Giustizia Divina, a Dio non piacciono i barocchismi nel calcio. O meglio, a Dio non piacciono i barocchismi di Massimo Volpe.

Il sudore e la stanchezza sui volti dei partecipanti sono sotto gli occhi di tutti e tutti sono pronti per il rito della bottiglia da stappare e per la classica foto da fine della battaglia.

Lo stomaco di certo non ringrazia la digestione particolare dopo il classico pranzone pasquale, le gambe di qualcuno sono piene di lividi, ma intorno a tutti c’è la consapevolezza di aver passato nuovamente un pomeriggio eccezionale, particolare, storico… Un rifugio per pochi folli, dove solo l’osceno Roberto Santilli, collaboratore di Abruzzoweb.it, non si vede più da anni, complici non si sa bene quali malanni d’amore e di colon.

‘El Clasico’ va in archivio anche quest’anno. Ci si vede next year.

A tutti voi, cari fedeli, il mio più caloroso e sincero “za”.