L’AQUILA – “Sono molto vicino alla famiglia Perfetto e considero la loro situazione molto rilevante. Purtroppo però, almeno fino a quando non sarà terminata l’emergenza abitativa, dobbiamo seguire determinati criteri nell’assegnazione degli alloggi”.
Il coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza, Roberto Petullà, risponde così alle lamentele che Alessandra Perfetto, che dopo più di due anni dovrà lasciare l’alloggio dove vive con la sua famiglia per uno più piccolo proprio subito dopo le feste e sempre nel progetto C.a.s.e. di Sant’Antonio, ha affidato ieri ad AbruzzoWeb.
Il problema dei Perfetto è che il nucleo originario, composto da 6 persone, si è ridotto a 4, ed ora dovranno lasciare il loro alloggio, composto da 3 camere da letto, per un o da due stanze.
“Purtroppo ci sono tanti nuclei familiari che si trovano ancora in una situazione disagiata. Quando l’emergenza abitativa sarà definitivamente superata, spero tra qualche mese, potremo adottare altri criteri per l’assegnazione degli alloggi”, dichiara Petullà rispondendo alla critica fatta dai Perfetto di seguire un criterio meramente “numerico” nella destinazione degli appartamenti, senza considerare chi, come loro, ha perso una casa in centro storico e dovrà rimanere parecchi anni nelle “new town”, in un appartamento limitato rispetto alle loro esigenze.
“Una volta terminata l’emergenza – rassicura – potremo prendere in considerazione anche altri fattori, come per esempio le esigenze di chi viveva in centro storico”.
Sulla possibilità di lasciare questa famiglia nell’alloggio da 6 persone, sfruttando l’ordinanza di Cicchetti che a partire dal 15 gennaio prevede spostamenti in appartamenti più grandi o in altre aree del progetto C.a.s.e. per cui i nuclei che ne hanno fatto domanda, Petullà è categorico: “C’è una sentenza del Tar che ha stabilito che il nucleo dei Perfetto va ricollocato in un alloggio più piccolo. Siamo tenuti a rispettare questa decisione sebbene comprendiamo la situazione di questa famiglia”.
Nel suo sfogo, Alessandra ha anche accennato al fatto che dietro questa “insistenza” della Sge a lasciare l’alloggio ci sia il fatto che qualcuno interno alla stessa Struttura coordinata da Petullà abbia adocchiato il suo appartamento.
“Smentisco categoricamente questa cosa – dice risoluto Petullà – A quanto ne so, quell’appartamento non è stato ancora assegnato e comunque nessuno che lavora alla Sge, che io sappia, deve andarci. Ribadisco l’appello fatto tempo fa: chiunque abbia notizia di raccomandazioni di qualcuno interno alla mia Struttura, me lo segnali così che io possa fare verifiche”. (e.m.)



