L’AQUILA – Circa 200 aquilani si sono radunati fuori dalla sede di Villa Gioia del Comune dell’Aquila per contestare bollette salatissime, servizi inesistenti e le modalità di calcolo del dovuto negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. e dei Map, moduli abitativi provvisori.
“Fuori, fuori!” e “A casa, a casa!” i cori intonati in direzione dell’assemblea civica dalla folla, che ha contestato il Consiglio.
I manifestanti hanno atteso e ottenuto un incontro con il sindaco, Massimo Cialente, apostrofato e interrotto più volte.
Tema del contendere, i pagamenti delle bollette che la gente vuole trasformati in base ai consumi e non più ai metri quadri com’è invece ora grazie a una discussa legge, per non parlare dei canoni richiesti per gli ascensori anche agli inquilini dei Map dove, semplicemente, non ci sono.
“Cialente ti aspettiamo sotto casa”, ha urlato una signora inferocita. Molti, a tal proposito, gli anziani, pochi i giovani nella folla. Unica bandiera, uno stendardo neroverde, i colori della città.
“Se Cialente non è disposto nemmeno ad ascoltare le persone per arrivare alla soluzione dei problemi reali come questi, deve andare a casa – ha sbottato Andreina Pellegrini dei Domiciliati C.a.s.e. – Siamo pronti a impugnare davanti alle magistrature competenti la legge 164 che ci impone di pagare al metro quadrato. È una legge voluta da Cialente e dalla senatrice Stefania Pezzopane, non dal governo”.
Cialente è uscito accolto dagli improperi, “Buffone, buffone!”. Ha parlato attraverso un megafono, circondato da cittadini per nulla ben disposti nei suoi riguardi.
“Ho già avuto una condanna per non aver cacciato i morosi – ha detto in riferimento alla sentenza della Corte dei conti che ha condannato lui e altri per danno erariale – C’è una legge che dobbiamo applicare’’.
“È anticostituzionale!”, hanno urlato per tutta risposta i manifestanti, che interrompevano continuamente il sindaco.
“Il governo – ha proseguito Cialente a fatica – d’ora in poi ha detto che la manutenzione ordinaria la pagano gli utenti. I 3 milioni all’anno non ce li mette più lo Stato. Dobbiamo pagare la manutenzione, il taglio dell’erba”.
La folla è esplosa, “Ce la tagliamo noi!”, “È una foresta”, “Stiamo facendo diventare ricchi i ferramenta”, hanno urlato i cittadini in riferimento ai fenomeni sempre più frequenti di “fai da te” per arrivare con il volontariato degli inquilini dove gli appalti di manutenzione non riescono a essere efficaci, a volte anche con incidenti domestici per gli improvvisati giardinieri.
In prima fila c’era anche la senatrice Enza Blundo, che ha avuto un violento litigio con Cialente sui social network. La grillina ha preso il megafono parlando di “bollette inique, questa popolazione è stata massacrata, Ora basta!”.
A parlare anche il capogruppo di Forza Italia, Guido Liris, tra i fautori della protesta.
“Lei, sindaco, ha la colpa di aver diviso gli aquilani in chi paga e chi non paga, i cosiddetti morosi – ha attaccato – Invece qui c’è gente che vuole solo pagare il giusto. Ci sono appartamenti del C.a.s.e. dove sono in 10 di cui 8 abusivi. E pagano quanto gli altri. Non ci sono servizi né manutenzione, questo oggi le stanno dicendo queste persone”.
Cialente ha provato a riprendere la parola ma è stato interrotto da signore in prima fila molto esagitate. “Sto qui fino a mezzanotte, ma mi dovete far parlare”, ha insistito il primo cittadino, che ha invitato un gruppo di citadini ad andare a vedere i calcoli dei costi e dei consumi. Filippo Tronca






