BUSSI SUL TIRINO – “Ho chiesto di dare massima priorità, proprio perché c’era stato già il contenzioso con Toto, che abbiamo vinto al Tar del Lazio”.
Dalla dirigente del Ministero dell’Ambiente Laura D’Aprile, responsabile delle attività di risanamento ambientale del sito inquinato di Bussi sul Tirino (Pescara), che afferma come l’espletamento della gara da quasi 50 milioni di euro sia in corso senza battute d’arresto, un nuovo altolà affinché “si faccia presto”.
La D’Aprile ad AbruzzoWeb dice di aver sollecitato anche Enrico Bentivoglio, da fine marzo responsabile unico del procedimento, proprio come fece – in quel caso con una lettera formale – con Pasquale De Lise, il presidente della commissione giudicatrice che solo il 3 aprile scorso, dopo mesi di rinvii, ha affidato i lavori al raggruppamento di imprese guidato dalla belga Dec-Deme.
Da allora, trascorsi trenta giorni, entro il mese di maggio si attendeva l’aggiudicazione definitiva, che non è arrivata. Nonostante sia stato espletato, tra le polemiche, anche il passaggio delle aree inquinate dalla Solvay al Comune di Bussi, propedeutico alle attività di bonifica.
“Il rup e la sua struttura presso il Provveditorato interregionale ai Lavori pubblici stanno effettuando tutti i controlli di legge per l’aggiudicazione definitiva – spiega la dirigente – Controlli che comprendono tutto, anche queste eventuali vicende”, dice a proposito del fatto che una delle aziende della cordata, secondo alcune notizie pubblicate da quotidiani locali sarebbe in forti difficoltà economiche, tanto che tramite i propri legali starebbe tentando di scongiurare il peggio davanti al tribunale fallimentare di Vicenza.
“Dal rup ho solo queste informazioni, stanno procedendo secondo la legge e nel rispetto del vecchio Codice degli appalti alle verifiche di rito”, aggiunge.
“Non voglio indicare tempi, dovrebbe indicarmeli il rup – dice – Quelle in atto sono verifiche necessarie e non posso dare tempistiche”.
La D’Aprile si dice tranquilla anche sul fronte economico, dopo che la differenza economica tra le risorse della contabilità commissariale e quelle realmente necessarie agli interventi, circa 1 milione di euro, è stata colmata dalla Regione Abruzzo coi fondi del masterplan: “Nell’accordo di programma c’è stata una previsione di ribasso d’asta, ma abbiamo comunque inteso tutelare tutta la procedura inviando l’accordo alla Corte dei Conti e all’Unità di controllo di bilancio interna al Ministero dell’Economia, che hanno dato parere favorevole”.





