PESCARA – Del tutto incurante delle dure proteste del presidente della Regione Marco Marsilio, ribadite ieri a Bussi, e del sindaco Salvatore Lagatta, il ministero dell’Ambiente tira dritto per la sua strada. Nei giorni scorsi è stata inviata una comunicazione all’Ati Dec Deme per ufficializzare l’avvio del procedimento amministrativo di revoca dell’assegnazione del bando di bonifica per la discarica 2A/2B dei mega veleni della Montedison di Bussi sul Tirino (Pescara), avvenuta nel 2018.
Alla società i dirigenti ministeriali hanno concesso 15 giorni di tempo per opporsi e contro dedurre le motivazioni alla base del procedimento di revoca avviato. Il ministero dovrà valutare eventuali osservazioni della ditta ed emanare il provvedimento finale del procedimento.
In giornata si registra la presa di posizione Antonio Blasioli, consigliere regionale Pd, ex vicesindaco di Pescara e candidato in pectore della minoranza ad assumere il ruolo di presidente della Commissione regionale di inchiesta su Bussi dopo le dimissioni nel febbraio scorso di Giovanni Legnini. Controcorrente nel suo partito favorevole alla revoca e al financo del ministtomin quota M5s Sergio Costa.
Blasioli all’Ansa non fa che ribadire quello che da tempo dice il Comune e gli ambientalisti di Forum H20, ovvero che non sarebbe un motivo valido per l’annullamento della gara, che rischia di far slittare alle calende greche la bonifica, quanto scritto nel parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici a firma dell’ingegner Carlea del 24 gennaio 2019.
“Non può neanche considerarsi un parere anche per la chiosa finale e lo rende evidentemente interlocutorio – concorda Blasioli -. Il documento citato dal ministero redatto dai Lavori Pubblici termina infatti con questa dicitura ‘Nel restituire, pertanto, il progetto indirizzato a questo Consiglio Superiore, riservando l’emissione del parere richiesto, a valle degli ulteriori indagini e rilievi necessari a rendere il progetto meno approssimato e quindi più coerente col livello di progettazione richiesto, corre l’obbligo di segnalare l’alto valore dell’interesse ambientale tutelato e l’urgenza di raggiungere l’obiettivo della bonifica del sito”. E’ del tutto evidente che non si è trattato di un parere, ma solo di un atto “endo-procedimentale” che contiene anche rilievi a mio avviso facilmente superabili, il ché mi spinge a credere che non sia questo il vero ostacolo alla conclusione della procedura”.



