BUSSI SUL TIRINO – “In ogni occasione in cui si prospetta la possibilità di un accordo che finalmente può consentire la bonifica delle aree esterne, la messa in sicurezza delle aree interne, la reindustrializzazione con 200 nuovi posti di lavoro il De Sanctis, come una bomba ad orologeria, torna a fare dichiarazioni poco puntuali, speso citando solo ciò che torna utile alla propria tesi e spesso consentendo (inconsapevolmente) di fuggire dalle proprie responsabilità, e soprattutto quella di adoperarsi per il risanamento abientale e sociale del nostro territorio”.
Così in una nota la stizzita replica del sindaco di Bussi sul Tirino (Pescara), Salvatore Lagatta, agli ambientalisti Augusto De Sanctis e Paolo Carsetti che alla vigilia della conferenza dei servizi convocata per lunedì a Pescara sono tornati a contestare i contenuti del sospirato accordo di programma per la bonifica e reindustrializzazione dell’ex polo chimico.
“Questa volta De Sanctis veste anche i panni del censore sentenziando addirittura che a Bussi non bisogna permettere altri insediamenti produttivi e che anzi quelle previsti devono essere spostati in altri territori, ma se sono pericolosi come afferma, perché vuole inquinare altri territori?”, continua Lagatta.
“Il Sito di interesse nazionale di Bussi – ricorda il sindaco – è dotato di un finanziamento di 50 milioni di euro individuati attraverso il dl 225 del 2010, finanziamento vincolato ad una bonifica finalizzata alla reindustrializzazione”.
“Si omette di dire – aggiunge – che a seguito del Piano di caratterizzazione approvato il 6 febbraio 2015 da una conferenza di servizi tenutasi presso il Ministero dell’Ambiente il commissario di Governo Adriano Goio ha presentato un progetto per la bonifica delle aree dove insistono le discariche denominate 2A e 2B, progetto approvato dalla conferenza dei servizi del 15 giugno 2015, e che la bonifica delle stesse è oggetto di gara attraverso un bando europeo (costo 38 milioni di euro)”.
“Ciò premesso De Sanctis e Carsetti vorrebbero, nei fatti, opporsi alla bonifica dell’area. Opposizione che se andasse in porto, porterebbe al permanere dell’inquinamento dell’area stessa e al conseguente sversamento di inquinanti nelle falde acquifere. Questa sì una follia”.
“Il Comune di conseguenza andrebbe ad ereditare, e non ‘acquistare’ un sito totalmente bonificato. Con il De Sanctis questo argomento è stato più volte chiarito, ma sembra che non si voglia comprendere”.
“Quanto all’area Medavox – spiega ancora Lagatta – premesso che anche per questa esiste un progetto realizzato dalla Nucleco/Sogin e che anche questo è stato approvato dalla conferenza dei servizi del 15 giugno 2015, va precisato che pur non trattandosi di bonifica totale, c’è un progetto di messa in sicurezza che prevede: rimozione, inertizzazione dei sottoservizi, impermeabilizzazione e solo successivamente la realizzazione di una soletta di cemento. La realizzazione dell’intera opera ha un costo di 6 milioni di uro (un po’ tanti per una semplice gettata di cemento, vero?)”.
“Comunque il progetto in questione ha ricevuto il voto favorevole da parte dell’amministrazione, con la dichiarazione che l’opera non preclude la possibilità di ulteriore bonifica. Tutte le azioni propedeutiche all’accordo di programma hanno avuto un percorso trasparente e nel pieno rispetto delle attuali norme di legge”, conclude il sindaco.






