L’AQUILA — «Buon compleanno, Mario Fratti». Con questo slogan la città capoluogo intende rendere omaggio ad uno dei suoi cittadini più illustri, tanto famoso negli Stati Uniti quanto poco conosciuto nella sua terra d’origine. Drammaturgo, autore di commedie e musical, Mario Fratti da oltre quarant’anni vive a New York, a due passi da Broadway, in una vera e propria “casa-museo” sulla 55ª strada: un punto di riferimento per l’effervescente e variegato universo culturale della grande mela. Al suo attivo ottanta opere, messe in scena in oltre seicento teatri del mondo, tradotte in ventuno lingue. Una verve creativa che nemmeno alla soglia degli ottant’anni, portati in maniera splendida («Non fumo e non bevo» ha rivelato Fratti essere il suo segreto), non accenna a spegnersi. Soglia che varcherà domani, nella città che nel 1927 gli diede i natali. Un evento che ha riunito in una proficua sinergia Comune e Provincia dell’Aquila e Teatro Stabile d’Abruzzo, sfociata in una fitta rete di appuntamenti. Ques’oggi, infatti, Mario Fratti visiterà il Centro europeo dell’Immagine a Collemaggio, sede dell’Accademia dell’Immagine,Istituto cinematografico della «Lanterna magica» e Abruzzo film Commission. Per spegnere degnamente le ottanta candeline domani alle 12 l’aula consiliare di Palazzo Margherita sarà aperta al pubblico, dove riceverà i saluti del sindaco Cialente, della presidente della Provincia Pezzopane mentre alle 21 al Teatro Comunale, a cura degli attori del teatro artistico del Tsa Fiorenza, verrà data lettura del testo «Cecità», con il quale Fratti descrive a suo modo la tragica guerra in Iraq. Per venerdì, infine, è previsto un incontro con le compagnie di teatro amatoriale dell’Aquila nell’aula preconsiliare del Comune. «Sono commosso e anche un po’ a disagio per tante attenzioni che forse neanche merito — ha dichiarato Fratti ieri mattina nella sala del Consiglio provinciale — Nelle mie opere cerco di trasmettere quei valori di lealtà, determinazione e sincerità che sono propri di ogni buon aquilano ed abruzzese. Forse è per questo che il grande pubblico mi apprezza»

Fonte: ilTempo.it