PESCARA – “Tra Maradona e Zico scelsi Sliskovic e il Pescara di Galeone”.

Le parole di Gigi Buffon, ospite del programma televisivo Viva El Futbol, arrivano nei giorni in cui l’Abruzzo e tutto il calcio italiano ricordano Giovanni Galeone, scomparso lo scorso 2 novembre a Udine, all’età di 84 anni.

L’ex portiere della Juventus e della Nazionale conferma quanto già scritto nel suo libro: da ragazzo si era innamorato del Pescara, proprio negli anni del tecnico friulano e del suo celebre “calcio champagne”.

“Il Pescara è stato uno dei miei primi amori ed entusiasmi giovanili – ha detto l’ex campione del mondo –. Venivo da una famiglia di juventini, poi mi innamorai di Trapattoni. Ma quell’anno il Pescara, retrocesso, fu ripescato dopo la radiazione del Palermo: in ritiro erano in dodici, e nelle difficoltà mi piacque sostenerli”.

Buffon ha poi ricordato l’incontro in Trentino che gli cambiò la prospettiva: “L’anno dopo andai a vederli in ritiro. Lì vidi per la prima volta Sliskovic, e da quel momento fu il mio idolo. Da bambino, se avessi visto Sliskovic o Maradona o Zico così, sarei andato da Sliskovic tutta la vita”.

Tra l’altro, nel Pescara allenato da Galeone giocò anche Massimiliano Allegri, destinato a diventare uno dei suoi allievi più brillanti e, molti anni dopo, l’allenatore proprio di Buffon nella Juventus dei record.

Un filo che unisce tre generazioni del calcio italiano: il maestro Galeone, il discepolo Allegri e il campione Buffon.

Figura carismatica e innovativa, Galeone portò il Pescara due volte in Serie A (1987 e 1992), lasciando un’impronta profonda nella storia del calcio abruzzese e nazionale.

Prima di morire, aveva espresso il desiderio di essere cremato e di far disperdere le sue ceneri nel mare Adriatico, di fronte alla “sua” Pescara, la città che lo consacrò e che oggi lo saluta con lutto cittadino.