FRANCAVILLA AL MARE – “Dobbiamo lanciare proposte perché abbiamo creato una società mostro”.
Lo ha detto a Francavilla al Mare (Chieti) il vice presidente di Futuro e libertà, Italo Bocchino, secondo cui “per garantirci un sistema previdenziale, un sistema di ammmortizzatori sociali, un sistema di rigidità del lavoro, abbiamo indebitato il Paese in maniera tale che i nostri figli non possono avere né lavoro né previdenza, quindi abbiamo tolto il pane di bocca ai nostri figli”.
“Allora – ha spiegato Bocchino – noi vogliamo fare una legge che contenga un grande patto intergenerazionale che metta insieme le tutele dei padri e dei figli nell’ambito della famiglia, mentre oggi è il welfare domestico che aiuta i giovani. Non può la politica costruire una società che fa sì che i figli abbiano meno dei padri, perché rovina il meccanismo naturale. Il sogno di un genitore è quello che il figlio viva meglio di lui”.
Citando dati Istat e parlando di “due milioni di giovani che vengono definiti ‘inetti’ perché si svegliano la mattina, non studiano, non lavorano e non fanno attività di formazione”, il vicepresidente ha affermato che Fli si rivolge proprio a questi giovani.
Una delle proposte, ad esempio, è un “contratto triennale di apprendistato” nell’ambito del quale il datore di lavoro non deve pagare “neanche un euro su quell’apprendista”.
In questo modo, secondo Bocchino, aumentano la capacità produttiva, il fatturato delle aziende e il pil, mentre “quel ragazzo impara il lavoro, per tre anni ha un minimo di reddito e poi si può giocare la sua partita per la vita”, magari mettendosi in proprio.
Il vicepresidente è critico anche sulla questione del lavoro femminile. “Una donna su tre – ha sottolineato – non lavora e questo danneggia l’economia italiana. Abbiamo 40 milioni di persone che possono lavorare, 20 milioni sono donne, ma dieci milioni le teniamo a casa: già ci siamo tolti un quarto della forza lavoro, cioé della capacità produttiva”.





