L’AQUILA – La Corte di appello ha ridotto la pena a tre anni e 4 mesi a un esperto informatico di 47 anni accusato di aver abusato di una bambina di sette anni sua parente. L’uomo, del quale non è possibile riportare nemmeno le iniziali a tutela della riservatezza della minorenne, dovrà anche frequentare il Centro di salute mentale Asl dell’Aquila. Chiesti complessivamente danni per circa 100mila euro con richieste che saranno valutate in sede civile.
L’imputato, come riferiscono le parti civili, non era presente ieri in aula. La contestazione più grave riguarda il fatto che l’uomo, approfittando della parentela, avrebbe avuto l’occasione di molestare la piccola toccandola nelle parti intime.
Per la verità le contestazioni iniziali contemplavano anche altri reati che sono stati prescritti come degli episodi di stalking ai danni dei genitori della minore tramite la creazione di finti profili facebook. Del resto si tratta di fatti avvenuti circa dieci anni fa ma che destarono scalpore quando la polizia li rese noti in una conferenza stampa nella quale emerse anche la grande conoscenza dell’accusato di nozioni informatiche.
Nel corso della sua requisitoria la Procura generale aveva chiesto 5 anni di carcere mentre in primo grado la condanna era stata di 5 anni e 8 mesi.
Nel corso del giudizio l’accusato è stato assistito dall’avvocato Fabio Alessandroni che comunque potrà ricorrere in Cassazione dopo aver comunque ottenuto un buono sconto di pena, mentre le parti civili sono state rappresentare dai legali Antonello Carbonara, Guglielmo Santella, Carla Lettere, Massimo Manieri.
Le motivazioni verranno depositate dal collegio (Servino, Grilli, D’Arcangelo) entro il 30 dicembre 2023.






