SULMONA – Torna in Abruzzo il giudice Marco Billi, il magistrato divenuto famoso in tutto il mondo per aver celebrato il “processo alla scienza” (che tale non era), concluso con la condanna a 6 anni di carcere per omicidio colposo e lesioni dei 7 esperti della commissione Grandi rischi, l’organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio inquisito per aver rassicurato gli aquilani sul rischio sismico nella riunione del 31 marzo 2009, a 5 giorni dal terremoto distruttivo del 6 aprile.
Giunto nel capoluogo il 2 dicembre 2009, proveniente dal tribunale di Teramo, Billi ha lavorato nel tribunale aquilano fino al 15 giugno 2014, per dirigersi poi a Velletri con lo scopo, aveva confidato, di riavvicinarsi alla famiglia.
Quasi un anno e mezzo dopo, avviene il ritorno. Il “plenum” del Consiglio superiore della magistratura, “esaminate le disponibilità al trasferimento d’ufficio, avanzate per la copertura di un posto di giudice del Tribunale di Sulmona”, che rappresenta una delle “sedi disagiate”, ha deliberato il suo trasferimento nella città peligna.
Il trasferimento sarà esecutivo a seconda dei tempi tecnici del ministero della Giustizia, di solito, comunque, si tratta di 2-3 mesi.
Da valutare se, per i tribunali in emergenza, come appunto quello di Sulmona, lo spostamento avverrà in tempi più celeri.
Romano di origine, il nuovo giudice è una persona molto riservata. Tra le sue passioni note fuori dalle aule di giustizia il triathlon, disciplina che combina nuoto, ciclismo e corsa.
La sua sentenza Grandi rischi, emessa il 22 ottobre 2012, è stata ribaltata 2 anni più tardi, il 10 novembre 2014, dalla Corte d’Appello, che ha assolto i 6 esperti e condannato con pena ridotta solo un imputato.
L’ultima parola sul processo, dinanzi alla Corte di Cassazione, è prevista per il prossimo 19 novembre.



