L’AQUILA – Dopo il rinvio della seduta della prima commissione Bilancio di ieri, primo passo dell’iter di approvazione della legge di bilancio della Regione Abruzzo, per un vizio di forma nella convocazione dei componenti, oggi è stato aggiornato il calendario dei lavori, con l’arrivo in aula della manovra slittato al 29 dicembre, ed è stata oggi riconvocata, questa volta senza intoppi, la prima commissione per l’esame della Legge di stabilità e del bilancio di previsione 2023-2025.
Slittato l’ordine del giorno di ieri che prevedeva l’approvazione del Documento di Economia e Finanza Regionale, la nota di aggiornamento al Defr, eventuali ulteriori provvedimenti come il “Milleproroghe”.
Subito all’attacco il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci: “Il centrodestra cancella i 5 milioni per il caro energia! A settembre ci hanno bocciato la risoluzione presentata a vantaggio di famiglie e imprese e, quando all’ultimo Consiglio regionale abbiamo proposto un emendamento che stanziava oltre 90 milioni di sostegni, ce ne hanno accordati solo 5 e hanno cercato di prendersi pure il merito”.
“Di certo oggi è loro la responsabilità se quei fondi, esigui, ma importanti, sono stati tagliati, sono spariti insieme a tanto altro di cui non ci è dato sapere, durante una delle Commissioni preparatorie alla sessione di bilancio, che arriva con un ritardo così grave da mettere l’Abruzzo a rischio di andare in esercizio provvisorio. La decisione traspare attraverso la generica “revoca delle autorizzazioni precedenti” citata nel testo della legge finanziaria, che è però del tutto privo degli allegati di riferimento che ci avrebbero consentito di capire cosa, perché e a chi è stato tolto. È sempre più chiaro che a questo centrodestra interessano il voto, le poltrone e i posti al sole romano, ma non le condizioni in cui vivono migliaia di famiglie e attività abruzzesi. Chiederemo conto di questo e ci mobiliteremo per evitarlo”.
“La I Commissione Bilancio di Regione Abruzzo continua a essere un teatrino dell’assurdo. È inaccettabile chiedere all’opposizione di lavorare sul bilancio quando è la stessa maggioranza a disertare le sedute e a gestirle nel peggiore dei modi. Fratelli D’Italia, Lega e Forza Italia, infatti, pretendono di iniziare una sessione di lavori senza nessuno della Giunta presente in aula. E men che meno l’assessore al Bilancio Guido Liris, evidentemente troppo impegnato a Roma per partecipare ai lavori in Abruzzo”, tuona il capogruppo M5S Francesco Taglieri.
“La verità è che quello che ci hanno propinato è un bilancio inadeguato e che non ha minimamente attenzionato le reali esigenze dei cittadini. Un fatto gravissimo in un momento così delicato come quello che stiamo vivendo in questi mesi di crisi energetica ed economica. Non è stato possibile ascoltare tutti gli esponenti della società civile previsti in calendario per oggi, poiché le convocazioni sono arrivate in ritardo anche a loro. Così viene meno la possibilità di confronto sulle istanze territoriali che, al contrario, dovrebbero essere l’anima di questa sessione di lavori. Ma che questa Giunta di centrodestra sia completamente lontana dalle reali esigenze del territorio è palese da tempo. Non a caso i numeri ci parlano di 56mila abruzzesi che hanno scelto di andare via a causa della mancanza di prospettive per il futuro e del 30% che non riesce ad arrivare a fine mese”.
“Questa, purtroppo, è la fotografia di una regione massacrata dal centrodestra. Lavori caratterizzati da ritardi e pressapochismo a causa di un bilancio presentato, con colpevole ritardo, da una classe politica dirigente che boriosamente si autocelebra esclusivamente sulla base delle parole. Esattamente come sta avvenendo per l’approvazione del bilancio a livello nazionale. Appare sempre più evidente che questi signori, in ogni ordine e grado istituzionale, non sono assolutamente ‘pronti’ a governare un bel niente. Noi continueremo a chiedere sostegni concreti per famiglie e imprese, perché in questo momento è ciò di cui ha bisogno l’Abruzzo”, conclude Taglieri.
Il nodo fondamentale resta intanto la tempistica di approvazione della manovra, con il parere dei Revisori dei conti, che deve essere acquisito prima dell’ultima seduta di commissione, con l’ok definitivo, e solo così il testo della legge di Bilancio potrà arrivare in aula.
La conferenza dei capigruppo, integrata con i presidenti delle commissioni consiliari, ha approvato dunque oggi un aggiornamento al calendario dei lavori. Dopo la seduta di oggi domani giovedì 22 dicembre, alle 11, sempre la Prima Commissione esaminerà il “Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR)”, la “Nota di aggiornamento DEFR” ed eventuali ulteriori provvedimenti. Dalle 15 inizieranno le audizioni degli assessori regionali.
I lavori si fermeranno qualche giorno per le festività natalizie per riprendere martedì 27 dicembre, quando si prevede, durante la mattinata, di acquisire i pareri di tutte le commissioni permanenti. Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle 15, la Prima Commissione inizierà l’esame di merito della manovra che proseguirà il giorno successivo con l’espressione del parere entro le ore 22.
Dalle 11 di giovedì 29 iniziano i lavori in Aula, con la prima convocazione del Consiglio regionale per l’esame del DEFR, della “Nota di aggiornamento” e della legge “milleproroghe”. Alle 15 dello stesso giorno, e comunque a seguire la precedente seduta, l’Assemblea regionale si confronterà sul testo finale della “Legge di stabilità” e sul “Bilancio di previsione 2023-2025”.
I lavori del Consiglio, se necessario, proseguiranno il 30 dicembre con chiusura della sessione entro le ore 18.
La programmazione resta valida se il parere dei Revisori dei Conti arriverà entro le ore 9 del 27 dicembre.
Ma oramai tra opposizioni di centrosinistra e M5S e maggioranza di centrodestra è oramai scontro al calor bianco, che rischia di trasformare in un calvario l’approvazione del bilancio, entro e non oltre il 31 dicembre, per evitare l’esercizio provvisorio, che significa spese contingentate, ovvero, dice la norma: “nel corso della gestione provvisoria l’ente può assumere solo obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, quelle tassativamente regolate dalla legge e quelle necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente. Nel corso della gestione provvisoria l’ente può disporre pagamenti solo per l’assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, per le spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed, in particolare, per le sole operazioni necessarie ad evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’ente”. Per le altre spese e per quattro mesi, ovvero fino al 30 aprile, “le spese possano essere effettuate, per ciascun capitolo, nella misura di tanti dodicesimi quanti sono i mesi dell’esercizio provvisorio (1/12 se è un mese, 2/12 se è due mesi ecc.)”.
Dopo le bordate da parte delle opposizioni, per il rinvio di ieri, è intervenuto ieri il presidente della Commissione Bilancio, Fabrizio Montepara, della Lega, e ha spiegato, tecnicamente i motivi del rinvio.
“La Conferenza dei capigruppo ha stabilito che l’approvazione del calendario valesse anche come convocazione delle sedute delle Commissioni e del Consiglio e che solo in caso di una variazione dell’orario, sarebbe stata inviata un’ulteriore nota. Ho ritenuto, comunque, inviare a mezzo mail istituzionale, come fatto in altre circostanze e per mero promemoria, la convocazione per la seduta della Commissione di questa mattina. Questo è confermato dalla presenza, all’apertura dei lavori, dei Consiglieri di maggioranza e di opposizione”.
E ha aggiunto: “Nonostante le faziose contestazioni delle opposizioni riguardo le modalità di convocazione, per mero spirito di collaborazione, vista l’importanza dei documenti all’ordine del giorno, abbiamo convenuto di rinviare la discussione dei punti all’ordine del giorno nel corso della prossima seduta della Commissione Bilancio. Mi chiedo, però – osserva -, per quale motivo venga strumentalizzata una questione rigorosamente tecnica trasformandola in un motivo di attacco politico per mettere in cattiva luce l’operato del sottoscritto e degli Uffici”.






