L’AQUILA – “È un bilancio che lascia scarsi margini di manovra e che dovrà necessariamente subire una rivisitazione in occasione dell’assestamento generale di fine luglio”.

Così l’assessore regionale al bilancio Silvio Paolucci fotografa il bilancio approvato a maggioranza dal consiglio regionale intorno alle 5 di stamani dopo una maratona notturna.

“A quella data è nostro intendimento nel rispetto di una road map in corso di definizione di in questi giorni – ha continuato – procedere al riallineamento del ciclo di bilancio, alla conclusione delle attività di riaccertamento straordinario dei residui, al recupero del disavanzo tecnico risultante dal riaccertamento, all’attuazione delle nuove disposizioni, all’avvio di un sistema di contabilità economico patrimoniale e all’applicazione del bilancio consolidato”.

Nel sottolineare che “è il primo documento di programmazione predisposto con i nuovi schemi nazionali”, Paolucci ha spiegato che benchè il bilancio “preveda un totale generale entrate /spese di 7 miliardi e 977 milioni presenta alcune tipologie di voci fortemente vincolate, a partire dalla sanità, che limitano ogni discrezionalità tecnica  oltre che politica”.

Secondo Paolucci, l’importo gestibili ammonta a circa 365 milioni di euro che comprendono pero’ costi obbligatori per le voci personale, spesa per rimborso prestiti  (250 milioni di euro), copertura degli oneri di personale provenienti dalle Province (9,5), finanziamento della spesa del consiglio (24), spesa per ARIT, ARSA, ARTA consorzi di bonifica e comunità montane (10), contenzioso in essere (3,2), oltre a una spesa di funzionamento di circa 30 milioni a cui aggiungere trasferimenti e spese fisse per ulteriori 17 milioni ( tasse automobilistiche, piano di rientro sanitario, vaccinazioni, quote associative varie) e compensazioni stato regioni  per 7 milioni.

Per Paolucci, solo “la restante somma costituisce oggetto di scelta politica”, cioè 67 milioni: si tratta di 43 milioni di euro quale integrazione regionale del fondo trasporti nazionale, 23 milioni di euro a favore del sociale, 1 milione per il Furc, il fondo unico per la cultura.

Ragione per la quale nel corso dei lavori per l’approvazione di legge di stabilità e bilancio nessuno consigliere di maggioranza ha potuto presentare richieste, anzi secondo quanto si e’ appreso, 60 emendamenti del centrosinistra sono stati ritirati.