L’AQUILA – Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso (nella foto), è arrivato ieri in Procura all’Aquila per essere ascoltato come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 per la ricostruzione post-terremoto. Il colloquio è durato circa un’ora.
Entrambi i protagonisti sono stati soddisfatti al termine dell’incontro. “Un clima sereno” ha commentato il capo dipartimento, “abbiamo saputo quello che volevamo” ha aggiunto il procuratore capo Alfredo Rossini.
Nel pomeriggio, invece, Bertolaso è andato a Cagnano Amiterno (L’Aquila) assieme al suo vice, Franco Gabrielli, ex prefetto del capoluogo, per ricevere la cittadinanza onoraria.
Ne ha approfittato per commentare l’attuale situazione nel capoluogo, rammaricandosi per il fatto che “ora qui si discute e basta”, mentre le polemiche “compromettono l’immagine della città nel resto d’Italia”.
Da Bertolaso è arrivato anche il gradimento sul nuovo vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti: “Vuole solo lavorare per la sua città”, ha assicurato.
BERTOLASO IN PROCURA ALL’AQUILA COME TESTIMONE
Nella stessa veste, cioè come persone informate sui fatti, nei giorni scorsi sono stati ascoltati anche il presidente della Giunta regionale e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il direttore della Cassa di Risparmio dell’Aquila, Rinaldo Tordera.
Nell’inchiesta sono indagati uno dei coordinatori nazionali del Popolo della libertà, Denis Verdini, l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, e Riccardo Fusi, presidente del Consorzio Federico II e presidente dimissionario dell’impresa di costruzioni Btp, socio dello stesso consorzio.
Nell’inchiesta della magistratura aquilana sono ipotizzati vari reati, diversi da indagato a indagato, tra i quali corruzione e abuso d’ufficio.
Il colloquio con Bertolaso era stato anticipato, pur senza confermarlo ufficialmente, dal procuratore capo, Alfredo Rossini: “Non mi risulta che Guido Bertolaso abbia commesso reati. Se dovesse essere ascoltato lo sarebbe come persona informata sui fatti”, aveva detto.
Tra l’altro, oggi a Cagnano Amiterno (L’Aquila) il capo della Protezione civile riceverà la cittadinanza onoraria per quanto fatto durante l’emergenza terremoto.
CONCLUSO IL COLLOQUIO
L’AQUILA – Dopo un’ora di permanenza nella struttura che ospita la Procura distrettuale antimafia dell’Aquila, il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, è uscito, lasciando il Tribunale da un varco secondario.
Attorniato da numerosi giornalisti, con tono scherzoso il capo dipartimento ha sottolineato di essere venuto “a vedere gli edifici che la Protezione civile ha costruito per il tribunale dell’Aquila. Mi pare che siano belle strutture”.
Alla domanda dei giornalisti sul perché della visita solo in questo momento, Bertolaso ha risposto: “Mi pare che era questo il momento di fare un controllo”.
Bertolaso è stato ascoltato come persona informata dei fatti dal procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Alfredo Rossini, e dal pm Olga Capasso, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, distaccata all’Aquila dopo il terremoto per dare più forza all’attività di repressione delle eventuali infiltrazioni mafiose nella ricostruzione.
BERTOLASO: ”CLIMA DISTESO”
L’AQUILA – “Ho trovato un clima estremamente disteso e disponibile e ho potuto finalmente prendere atto dei lavori che abbiamo fatto anche per la piccola cittadella giudiziaria”.
Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, commenta così la sua visita in Procura a Bazzano.
“Ho ricordato ai miei interlocutori – ha sottolineato Bertolaso – che le procedure che sono state utilizzate per costruire le case di legno e le scuole sono esattamente le stesse che abbiamo utilizzato per costruire la Procura, il tribunale e gli altri uffici delle magistrature, e quindi – ha proseguito – sarebbe bizzarro immaginare che abbiano seguito strade diverse per assegnazioni diverse”.
Bertolaso ha ribadito: “abbiamo fatto tutto nell’ambito della massima trasparenza e correttezza e mi pare che i miei interlocutori abbiano condiviso quello che stavo raccontando con una grande disponibilità reciproca a collaborare insieme per preservare questo territorio da assalti di personaggi che possono avere interessi, quelli sì negativi, e non corrette per quelle che sono le attività della futura ricostruzione”.
IL PROCURATORE ROSSINI: ”AVUTO CHIARIMENTI CHE VOLEVAMO”
L’AQUILA “E’ stato un incontro molto educato, abbiamo chiarito le cose che volevamo”.
E’ il commento del procuratore distrettuale antimafia dell’Aquila, Alfredo Rossini, sul colloquio con il capo della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso, ascoltato per un’ora stamani come persona informata dei fatti nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 e per la ricostruzione.
Alla domanda dei giornalisti se Bertolaso sarà riconvocato in Procura, Rossini ha risposto: “Non credo”. “No comment” é stata invece la risposta relativa alla domanda sull’oggetto del colloquio con il capo della protezione Civile. Sugli sviluppi dell’inchiesta che nelle ultime settimane ha subito un’accelerazione, il procuratore capo ha sottolineato che “faremo il nostro lavoro, quando ci saranno novità le saprete”.
La Procura distrettuale antimafia dell’Aquila indaga sulle ipotesi di corruzione e abuso d’ufficio, le indagini ruotano in particolare intorno agli appalti del Consorzio Federico II. Finora sono stati iscritti sul registro degli indagati, uno dei coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, l’imprenditore aquilano Ettore Barattelli, presidente del Consorzio Federico II, e il presidente dimissionario della Btp, l’imprenditore toscano Riccardo Fusi, componente dello stesso Consorzio.
Secondo l’accusa gli imprenditori del Consorzio, completato da altre due aziende aquilane, avrebbero preso appalti e tentato di prenderne altri, sfruttando amicizie di prestigio nel mondo politico.
Come persone informate dei fatti sono stati già ascoltati il presidente della Giunta regionale e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il direttore generale della Carispaq, Rinaldo Tordera, e secondo quanto si è appreso oggi, il vicedirettore generale della Carispaq, Angelo Fracassi, ascoltato nei giorni scorsi.
BERTOLASO A CAGNANO. ”QUI ORA SI DISCUTE E BASTA”
CAGNANO AMITERNO – “Dopo la fase dell’emergenza quella della ricostruzione è molto più complicata e difficile, pensavo che da un lato si sarebbe discusso e dall’altro agito. Qui però si discute e basta”.
Lo ha detto il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il quale, insieme al vice capo dipartimento, Franco Gabrielli, ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Cagnano Amiterno.
Bertolaso ha detto di ritenere importante “dare risposte concrete ai cittadini sulla ricostruzione. Il dibattito è aperto, ma, anche a giudicare dalle argomentazioni di autorevoli e illustri giornalisti del posto, siamo ancora lontani dalle conclusioni concrete. Siamo ancora alle dimensioni della teoria, mentre i cittadini attendono risposte”.
“Forse – ha aggiunto Bertolaso – li avevamo abituati male, nel senso che durante i nostri dieci mesi di presenza sul territorio a domanda si rispondeva, a richiesta si interveniva”.
Si tratta, comunque, ha concluso Bertolaso, di “un fenomeno fisiologico. Dopo la fase dell’emergenza quella della ricostruzione è molto più complicata e difficile”.
”POLEMICHE COMPROMETTONO IMMAGINE L’AQUILA”
L’AQUILA – “Le contestazioni sono fenomeni che possono accadere in democrazia, ma prima di adottarle andrebbero forse meditate”.
È la valutazione del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dopo le proteste che i comitati spontanei hanno messo in atto nei giorni scorsi nella sede con Consiglio regionale.
Bertolaso ha parlato del rischio che tali episodi “compromettano quella che è l’immagine generale della città e degli aquilani anche a livello nazionale perché non tutti in Italia – ha sottolineato – comprendono certe reazioni che avvengono in questo territorio”.
Secondo il sottosegretario, “il tutto andrebbe ricondotto in un clima più sereno, con l’intento di promuovere una ricostruzione vera e non di trovare motivi di contrasto”.
”CICCHETTI VUOLE SOLO LAVORARE PER LA SUA CITTA”’
CAGNANO AMITERNO – Parlando della nomina di Antonio Cicchetti, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso ha riferito che “è un aquilano che mi ha sempre detto di non avere intenzione di accettare alcun incarico tranne che quello di dare una mano alla propria città e al proprio territorio”.
“La sua – ha proseguito Bertolaso – si tratta pertanto di una nobile disponibilità, che dovrebbe essere apprezzata e non criticata”.
Bertolaso ha ribadito che “Cicchetti si avvale della struttura che ha creato Chiodi. Poi – ha aggiunto – se loro ci chiederanno di incrementare il numero delle persone, una volta dimostrato che chi già è qui lavora a pieno ritmo, potremo considerare questa possibilità”.
Bertolaso ha smentito ingressi imminenti a rinforzo della stuttura commissariale. “Se posso considerarmi una sorta di garante – ha spiegato – credo di poter escludere che vi siano agende segrete e nomi segreti”.



