L’AQUILA – Tra L’Aquila e Silvio Berlusconi un rapporto diventato speciale nel corso degli anni, con alcune decisioni rivalutate con il tempo. Un’ intesa nata, nonostante alcune puntate polemiche soprattutto di stampo politico, nella tragedia del terremoto del 6 aprile 2009.

L’allora presidente del Consiglio del ministri, morto ieri a 86 anni, è sceso in campo direttamente partecipando, nella gestione del delicato post terremoto, a riunioni operative e dando input precisi a tecnici e progettisti, alla luce del suo ruolo di vincente imprenditore edile, in particolare nel mettere a terra la realizzazione a tempo di record del progetto Case, cioè i 4.500 alloggi prefabbricati disseminati in 19 new town dove hanno trovato sistemazione oltre 16mila sfollati.

Tanto che il premier, accompagnato dai due stretti collaboratori, l’abruzzese Gianni Letta, allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e il Capo della protezione civile, Guido Bertolaso, è stato in visita ufficiale oltre 30 volte nel capoluogo regionale e nei territori colpiti da un sisma che aveva causato la morte di 309 vittime, 1500 feriti e tanta distruzione. In tutte le occasioni ci sono stati bagni di folla.

Ma il primo atto di “amore”, a poche settimane dal sisma, è stato il trasferimento, in extremis, della sede del G8 dalla Maddalena all’Aquila, cambiando la decisione nonostante in Sardegna fossero in fase avanzata i lavori per preparare un evento finalizzato al rilancio dell’economia dell’arcipelago dopo lo smantellamento della base navale statunitense.

Tutto ciò nella convinzione che la ricostruzione dovesse essere un fatto internazionale come contribuito culturale non solo economico.

Il 35esimo vertice del G8 si è svolto dall’8 al 10 luglio del 2009 nella sede principale della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza.

Tra le macerie ancora fresche del capoluogo regionale e tra misure di ingenti sicurezza hanno sfilato il presidente americano, Barack Obama, e gli altri sette grandi del mondo, tra cui lo stesso Berlusconi come organizzatore: il presidente francese, Nicolas Sarkozy, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il primo ministro inglese, Gordon Brown, il primo ministro giapponese, Tarō Asō, con il presidente russo, Dmitrij Medvedev, il primo ministro del Canada, Stephen Harper, il presidente della Commissione europea, José Barroso, e il ministro di Stato svedese Fredrik Reinfeldt, presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea e quindi del Consiglio europeo.

Il G8 è stata un’occasione utile al Governo per raccogliere fondi esteri per la ricostruzione: di fronte alle macerie del terremoto, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Russia e Stati Uniti hanno promesso di sponsorizzare ognuno il restauro di uno dei monumenti aquilani danneggiati dal sisma, sulla base della lista di 44 monumenti preparata dallo stesso esecutivo.