L’AQUILA – Dal prossimo anno in Abruzzo la benzina costerà due centesimi di euro al litro in più rispetto alle altre regioni.

È la prima conseguenza del nuovo buco da 360 milioni di euro scoperto di recente nel settore sanitario, una nuova clamorosa zavorra sulle tasche degli abruzzesi.

L’amara sorpresa compare nel bilancio di previsione, varato oggi, un bilancio “della concretezza e del rigore, senza demagogia e senza penalizzazione per lo sviluppo”, così lo ha definito il presidente Gianni Chiodi.

Del resto, Irpef e Irap non sono state toccate e i soldi per pagare i “buffi” della sanità da qualche parte bisognerà pur prenderli.

La Giunta ha optato per un’anticipazione da parte dello Stato di 200 milioni di euro, da restituire in trent’anni.

Un ricorso alle casse nazionali che ha “appesantito ulteriormente” il capitolo spese, 13 milioni di euro, che si è cercato di compensare attraverso risparmi degli oneri regionali (3 milioni di euro) e appunto l’introduzione dell’accisa sulla benzina (8 milioni di euro), pari a 2 centesimi al litro.

“Abbiamo preferito – ha motivato l’assessore al Bilancio, Carlo Masci – non toccare Irap e Irpef, inasprendo la già elevata tassazione per la comunità abruzzese, colpendo invece un bene di consumo”.

“Abbiamo utilizzato 100 milioni di euro derivanti da economie vincolate – ha aggiunto – risorse non utilizzate in passato, per pagare le spese obbligatorie”.

CHIODI: ”BILANCIO MIRACOLOSO, TUTELATI SETTORI STRATEGICI”

Il presidente Chiodi ha assicurato che l’esecutivo “ha cercato in ogni modo di tutelare settori strategici per i cittadini, sociale e cultura”.

“Ogni anno – ha fatto notare – siamo gravati da oneri pari a 200 milioni di euro per coprire spese pregresse. Una situazione che, giocoforza, ci ha costretto all’austerità. L’ho detto più volte e lo confermo oggi: non possiamo assolutamente più permetterci gestioni allegre delle risorse, né deleterie liste della spesa”.

Il presidente ha, comunque, ribadito che “lo sviluppo non sarà compromesso”, in quanto è nelle intenzioni del governo regionale attingere alle risorse europee e nazionali, investendole in progetti di crescita per il territorio.

Commentando il bilancio nel suo complesso, il governatore lo ha definito “un provvedimento difficile, sofferto, quasi un miracolo averlo approvato, dopo il consistente taglio del Governo nazionale alle funzioni delegate. Per l’Abruzzo – ha concluso – la decurtazione è stata, infatti, pari all’80 per cento, passando da 170 milioni a 40 milioni di euro”.