SULMONA – “Basta lotte di campanile: la ferrovia Pescara-Roma è stata considerata strategica da tutti governi, quelli passati e quello in carica, che l’ha inserita nel Pnrr, C’è per il suo ammodernato uno studio di pre-fettibilità avviato. Non c’è più tempo per progetti alternativi, ma questo non significa che il territorio aquilano e teramano non debbano essere connessi con la nuova linea, e su questo siamo pienamente al loro fianco”.
Il sindaco di Sulmona Annamaria Casini, difende a spada tratta la grande opera, una delle più imponenti che l’Abruzzo abbia mai conosciuto: oltre 160 chilometri di nuova ferrovia, da Pescara a Roma, passando per Sulmona e Avezzano, dal costo di 6,2 miliardi di euro, circa 40 milioni a chilometro, e tempistiche, solo per i cantieri dai 4 ai 7 anni a seconda dei lotti, a cui si aggiungono però non meno di cinque anni per progettazione, inter autorizzativo e gara d’appalto. La previsione di gallerie per 53 chilometri, delle quali già trova l’opposizione del fronte ambientalista quella tra la valle Peligna e la val Pescara, sotto il monte Rotondo, ricompreso in una riserva naturale.
Delle risorse disponibili, o almeno previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ce ne sono appena 620, appena un decimo.
Ecco perché è da respingere al mittente, per Casini, il tentativo, comunque minoritario, di proporre in zona Cesarini percorsi alternativi, come quello dai costi anch’essi notevolissimi come quello che punta a velocizzare il collegamento ferroviario tra Roma e L’Aquila passando più a nord, con una nuova tratta tra Scoppito, ad ovest del capoluogo fino a Passo Corese, e verso est, potenziando il tratto tra il capoluogo e Sulmona.
Casini è tra le grandi protagoniste di una mobitazione dei sindaci peligni, marsicani, laziali e della Val Pescara, oltre 40 primi cittadini, in crescita giorno dopo giorno, che hanno già sottoscritto un manifesto che intende porre l’obiettivo di sostenere con tutte le forze sulla tempistica e realizzazione dell’opera, perché spiega il sindaco, “non si accorceranno solo i tempi di percorrenza, da Sulmona a Pescara da 1 ora e 20 minuti a solo 50 minuti, sarà una ferrovia ad alta capacità di carico, che consentirà anche il passaggio ottimale del treni merci, aspetto decisivo per la realizzazione del corridoio intermodale tra la penisola Iberica e i Balcani, ovvero dell’inserimento dell’Abruzzo e il Lazio nei corridoi intermodali Tirreno-Adriatico, nella rete Barcellona-Civitavecchia-Ortona-Ploce, così da consentire un sistema moderno di trasporti necessario per insediamenti produttivi e sviluppo per le nostre regioni”.
Un occasione per l’Abruzzo intero, non solo per la valle Peligna e la Marsica, e gli altri territori attraversati dalla tratta ferroviaria. Ecco perché è da respingere al mittente, per Casini, il tentativo, comunque minoritario, di proporre in zona Cesarini percorsi alternativi, come quello dai costi anch’essi notevolissimi come quello che punta a velocizzare il collegamento ferroviario tra Roma e L’Aquila passando più a nord, con una nuova tratta tra Scoppito, ad ovest del capoluogo fino a Passo Corese, e verso est, potenziando il tratto tra il capoluogo e Sulmona.
Per quanto riguarda dunque i progetti alternativi: “Oramai il processo è irreversibile – spiega Casini – l’attuale progetto, quello della Pescara- Avezzano-Sulmona-Roma è inserito nelle opere strategiche del Paese, ed in fase di pre-fattibilità, inserito nel Pnrr, con una tempistica e una quantificazione delle risorse. E’ più saggio dunque lavorare a progetti di completamento, che prevedano il collegamento veloce sulla tratta Pescara-Roma, anche a beneficio dell’Aquila e Teramo, direzione Roma. Dall’altro versante voglio ricordare poi che è in fase avanzata di progettazione l’elettrificazione anche il tratto L’Aquila-Sulmona, con abbattimento anche qui dei tempi di percorrenza”.
Dal computo dei costi e dalla progettazione di massima dello studio di pre-fattibilità, manca però il tratto che va da Avezzano a Sulmona, attualmente uno dei più tortuosi, visto che si inerpica sulle montagne del Sirente, passando per Celano, Collarmele, Pescina, Cocullo, Goriano Sicoli, Prezza e Anversa, con un tracciato a lenta percorrenza e con forti dislivelli.
Già partire dal 2008 si era ipotizzato pertanto un drastico taglio da Celano a Bugnara, e con una nuova ferrovia con velocità di 140 chilometri orari di oltre 32 chilometri, quasi la metà del tracciato attuale, di cui con ben 14 chilometri di galleria sotto il monte Grande, che sovrasta Pescina e poi subito dopo Anversa, per altri 3 chilometri di galleria.
Un intervento dal costo di ben 1,7 miliardi di euro, e con tempi di realizzazione di quasi 8 anni.
Altro aspetto critico è poi rappresentato dall’impatto ambientale che già solleva perplessità e resistenze. ll nuovo tracciato dopo Sulmona, direzione Pescara, prevede in particolare di bypassare completamente Popoli e Bussi, bucando con due gallerie di 9,8 chilometri e 1,4 chilometri il monte Rotondo che sovrasta Roccacasale, per arrivare molto più velocemente a Scafa.
“Sono aspetti che andranno affrontati in sede di progettazione effettiva, ed è interesse di tutti scegliere le soluzioni meno impattanti. Per quanto riguarda il tratto Avezzano- Sulmona, è oggetto di valutazione e iniziativa da parte dei sindaci riuniti in coordinamento. Altro punto fermo per noi è il coinvolgimento dei territori. Una cosa è certo, questa opera che avrà necessariamente lunghi tempi di realizzazione, si deve fare, e occorre puntare ad aprire i cantieri nel più breve tempo che sarà possibile. E’ un occasione unica, ripeto, non solo per il territorio che rappresento, ma per l’intero Abruzzo e per il Paese”, spiega il sindaco.
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