L’AQUILA – “Siamo fiduciosi delle azioni messe in campo con l’iniziativa del varo di una commissione d’inchiesta che noi affrontiamo con la consapevolezza delle responsabilità che sono sulle spalle nostre, come come siamo convinti che farà la Consob”.
Il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Valeria Sannucci, commenta così l’intenzione del premier Matteo Renzi di aprire una commissione d’inchiesta bicamerale sul crac di Banca Etruria, Carichieti, Banca delle Marche e CariFerrara.
Renzi ha dato mandato ieri al suo proconsole in Senato, Andrea Marcucci, di mettere nero su bianco la proposta di legge.
La Sannucci presente oggi all’Aquila in occasione dell’inaugurazione della mostra numismatica intitolata “il tesoro di Poggio Picenze”, nella sede storica di Banca D’Italia in Corso Federico II, ha espresso fiducia anche per “l’iniziativa affidata all’Anac di valutare caso per caso le situazioni dei risparmiatori, per valutare in quali casi ci siano le condizioni per considerare doveroso un risarcimento”.
In Abruzzo sono migliaia i risparmiatori delle 4 bad bank che hanno visto diventare carta straccia le proprie azioni e obbligazioni subordinate.
Solo nel piccolo Comune aquilano di Pizzoli se ne contano 1500 da un mese si sono costituiti in un Comitato che raccoglie adesioni anche dal Lazio e dalla Toscana.
Sono invece 728 i sottoscrittori chietini di obbligazioni subordinate di Carichieti e fra questi 42 hanno una esposizione importante.
A proposito dei 130 mila risparmiatori italiani coinvolti nel crac banche la Sannucci ha commentato: “Siamo consapevoli dolorosamente delle difficiltà che si stanno vivendo da parte di coloro che hanno acquistato più o meno consapevolmente questi titoli a volte anche in epoche molto risalenti, quando era ben difficile immaginare quale sarebbe stata l’evoluzione del quadro niormativo e anche della stessa situazione econimica del paese”.
Sulle possibili azioni da mettere in campo per evitare che si ripeta in futuro quanto accaduto ai 4 istituti di credito ha precisato: “C’è un’azione di lungo periodo che è quella di aumentare il grado di consapevolezza finanziaria di tutti gli operatori: questa è un operazione nella quale la Banca D’Italia sotto la guida del ministero dell’Istruzione è attiva da diversi anni. Ci rendiamo conto però che sono azioni che richiedono molto tempo e quindi è possibile che inziaitive legislative come quella auspicata dal direttore generale Salvatore Rossi possano rivelarsi necessarie”.
Sulla decisione di Renzi di affidare al presidente dell’Anac Raffaele Cantone gli arbitrati per gli obbligazionisti secondari colpiti dal crac delle banche, scelta che alcuni delegittimerebbe il ruolo di banca D’Italia, il vicepresidente ha commentato: “Siamo consapevoli che questa è una lettura che è stata data, però vorrei approfittare dell’occasione per dire che questo è un momento nel quale le divisioni davvero sono le nemiche maggiori del nostro Paese; è un momento per cercare di attivare tutte le sinergie possibili e per prime le istituzioni di mostrare la fiducia reciproca che noi pensiamo che l’Anac meriti e pensiamo anche che Consob e Banca d’Italia meritino”.





