L’AQUILA – Calano le rapine in banca in Abruzzo. Nel 2009, infatti, i “colpi” allo sportello messi a segno nella regione sono stati 48 contro i 60 registrati nel 2008, con un calo del 20 per cento, leggermente superiore alla media nazionale.

È questa la fotografia che emerge dai dati dell’Ossif, il Centro di ricerca dell’Abi in materia di sicurezza, dai quali risulta anche un sensibile calo del fenomeno in quasi tutte le province abruzzesi.

Secondo lo studio, presentato oggi a Roma al convegno Abi “Banche e Sicurezza 2010”, sarebbero due i fattori principali su cui poggia il calo del fenomeno: gli investimenti in sicurezza del settore e la collaborazione con istituzioni e forze di polizia aggiunte allo sforzo delle banche di ridurre l’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza il Paese.

Invariate restano invece le tecniche di rapina utilizzate dai malviventi. Agiscono quasi sempre in coppia e in pochi minuti, sono spesso armati di piccole lame e si accontentano anche di un magro bottino, preferendo la fascia oraria che va dalle 11 alla 13.30.

“Le banche – spiega l’Ossif- spendono ogni anno circa 700 milioni di euro per rendere più sicure le proprie filiali, utilizzando le nuove tecnologie come metal detector, videoregistrazione, dispositivi biometrici e tracciabilità delle banconote”.