L’AQUILA – “L’economica continua rallentare, l’unica nota positiva è che questo rallentamento è diminuito progressivamente rispetto all’anno precedente”.

Così il direttore della filiale regionale della Banca d’ Italia, Luigi Bettoni, commentando i dati contenuti nel rapporto “L’Economia dell’Abruzzo”, presentato oggi all’Aquila.

“Staremo a vedere cosa accadrà nel 2014, se ci sarà il segno della svolta tanto attesa, cosa non scontata – ha continuato – l’economia abruzzese riflette le linee evolutive dell’economia italiana, l’inversione di tendenza tarda ad arrivare. Qualche segnale positivo in Abruzzo c’è”.

“Il grande problema resta la domanda interna: non ripartono i consumi delle famiglie e gli investimenti delle imprese. E a soffrire è anche il sistema del credito”, ha spiegato ancora Bettoni.

Il dato più evidente del rapporto è che nel 2013 l’attività economica regionale si è ulteriormente contratta, ma a un ritmo più contenuto rispetto al 2012. Il protrarsi della crisi ha continuato a incidere negativamente sulla redditività delle aziende che aumentano i loro debiti e la liquidità a disposizione.

Si è ridotto il numero delle imprese attive. Cresce il tasso di disoccupazione che si attesta all’11,4% (19,7% nel Mezzogiorno, 12,2% in Italia).

Le persone in cerca di lavoro sono state 63 mila, il +2,7% rispetto al 2012. Il protrarsi della crisi ha continuato a incidere negativamente sulla redditività delle aziende che aumentano i loro debiti e la liquidità a disposizione.

Si è ridotto il numero delle imprese attive. Il numero di occupati è diminuito del 3,4% rispetto all’anno precedente, con punte nell’industria del -9,5% e nelle attività alberghiera, del commercio e della ristorazione pari al -10,2%.

Unici settori che registrano una crescita, seppure contenuta, sono l’alimentare e i trasporti. Soffrono le industrie orientate al mercato interno e quelle manifatturiere vedono diminuire la produzione del 2,4%, anche qui però meno però dell’anno precedente (5,6%).

L’export abruzzese registra una flessione del 2,4%, meno che del Mezzogiorno (8,7%) ma più del dato nazionale (0,1%). Ma il quadro dell’export ha dei chiaroscuri: flettono del 39,8% gli apparecchi elettronici e i computer, del 35,3% i prodotti farmaceutici, del 18,1% il tessile e l’abbigliamento.

Di contro crescono del 3,9% le esportazioni dei prodotti alimentari e del 19,8% quelli degli apparecchi elettrici, del 14,4% i prodotti in metallo.

Per quanto riguarda l’edilizia, la produzione del comparto ha fatto registrare una diminuzione contenuta, del 1,4%, rispetto a un tracollo nazionale del 10,9%. Ma sono sopratutto i cantieri della ricostruzione aquilana a tenere alta la media regionale, visto che nel 2013 sono stati impegnati nel “cratere” sismico oltre un quarto dei 585 milioni di euro di spesa stimati nel quadro pluriennale.

Brutte notizie anche dal comparto del turismo. Le presenze nel 2013 sono diminuite del 5%. Diminuisce il numero dei passeggeri dell’aeroporto d’Abruzzo (-2,7% per cento) e anche degli automobilisti che utilizzano le autostrade (3,3%).