L’AQUILA – “Fratelli, sono di nuovo qui a portarvi il verbo”.
A dir poco evangelico l’esordio della visita del leader dell’Unione di centro, Pier Ferdinando Casini, all’Aquila per la seconda volta in poche settimane a sostenere la corsa alla fascia di sindaco di Giorgio De Matteis.
“Comunque vada è il vincitore di queste elezioni”, ha detto l’ex presidente della Camera, reduce da un pranzo con il premier Mario Monti, “dal pranzo con Monti alla merenda con il nostro candidato sindaco De Matteis. Mi ha ospitato bene Monti ma anche De Matteis, mi ha offerto un tè con i pasticcini”, ha scherzato.
Altro riferimento biblico alla domanda dei cronisti se l’Udc sarà anche il futuro partito di Gdm: “Pace e bene!”, ha risposto con un ghigno allontanandosi.
”COMUNQUE VADA, UNA VITTORIA DI DE MATTEIS”
“Al primo turno – ha detto Casini – è stato premiato Giorgio De Matteis, il suo amore per L’Aquila, la sua conoscenza dei problemi, la sua affidabilità amministrativa. Non voglio appropriarmi indebitamente di una vittoria politica che secondo me è soprattutto una vittoria di De Matteis”.
“Comunque finisca questa vicenda – ha aggiunto – ha dimostrato di avere un grande rapporto con la città e mi auguro possa essere il sindaco proprio in base a questo. È lui il vincitore, non è che sono vincitori i partiti o le coalizioni”.
CASO PD-FLI: ”LA GENTE VEDE E GIUDICA”
Casini è stato pungolato anche sul caso dell’accordo di posti e poltrone salato e svelato tra Partito democratico e Futuro e libertà.
“Non ne penso niente, preferisco non pensare niente, a volte è utile non pensare. Preferisco non fare polemiche, la gente poi vede e giudica”, ha detto brevemente.
”L’AQUILA DEVE VIVERE”
“Vogliamo che L’Aquila non sia un museo a cielo aperto e non sia una città che muore, ma una città che abbia ancora la forza di scommettere sul futuro. Per evitare che i ragazzi, le famiglie se ne vadano da questa città. L’Aquila deve vivere perché è parte della storia italiana e credo che questo sia il progetto di De Matteis e anche il nostro.
“Uscire dall’euro? Sarebbe da matti”.
A fine vertice Casini ha un po’ chiacchierato sui temi nazionali con i cronisti delle agenzie.
“Io capisco l’anti-politica figlia della cattiva politica. Siamo in una situazione post bellica senza che ci sia stata la guerra – ha detto – È importante che il Pd e il Pdl abbiano sostenuto il governo, è prova di serietà. La campagna elettorale non ci deve distrarre. Litighino pure ma da lunedì rimbocchiamoci le maniche. L’Aquila si inserisce in questo contesto”.
Sul pranzo di oggi con il premier Monti, Casini ha sottolineato che “è andato bene, a nessuno è andato di traverso quello che abbiamo mangiato”.
“Obama a Monti ha affidato la relazione sul G8. Nessuno ha la bacchetta magica. Vedete cosa sta succedendo in Grecia?”.
A fine evento, alla successiva domanda dei giornalisti sul punto della situazione sul nuovo soggetto politico lanciato dal suo partito, il leader dell’Udc ha tagliato corto: “ragazzi non è il momento, smettiamola”.
Una reazione brusca, forse dovuta a un po’ di nervosismo per la delicatezza dei temi nazionali.
O forse c’entra anche un po’ il fatto che tra L’Aquila e Avezzano Casini sta sostenendo due coalizioni molto diverse, una prettamente di centrodestra, l’altra prettamente di centrosinistra.



