CHIETI – Il caffè con Luciano D’Alfonso preannunciato da quest’ultimo, alla fine, non c’è stato, ma l’apparentamento con Luigi Febo sì. Il leader di Giustizia Sociale, Bruno Di Paolo, ha presentato ufficialmente l’accordo sottoscritto con il centrosinistra: si tratta di un apparentamento elettorale che prevede, in caso di vittoria del centrosinistra, l’entrata in Consiglio altri due consiglieri di Giustizia sociale a scapito di due del Partito democratico.
Motivo dell’apparentamento, “non le poltrone, ma una confluenza sui programmi”, assicura Di Paolo.
Giustizia sociale ha così presentato un decalogo di proposte programmatiche su cui ha trovato l’ok del Pd. Si va dalla liberazione di piazza San Giustino dalle auto allo stop a nuovi centri commerciali in città; dalla necessità di tenere alto il decoro urbano e alla riapertura dello Stellario e alla volontà di avere manifestazioni tutto l’anno; dal rilanciare l’estate teatina soprattutto in chiave giovanile alla volontà di organizzare una Settimana Santa in vista della Pasqua; dall’implementazione del turismo religioso alla realizzazione di case dello studente; dalla creazione di un marchio “made in Chieti” alla realizzazione di parcheggi e piste ciclabili.
Di Paolo ha anche assicurato che, nella riunione del partito per prendere la decisione sull’apparentamento, sono intervenute 153 persone, tra attivisti e candidati, di cui solo 4 hanno detto che non erano d’accordo e che non sarebbero andati al voto.
Intanto, però, voci di frizioni all’interno della compagine si rincorrono sempre di più. Non solo, l’apparentemento sembra non sia stato ben digerito anche all’interno del centrosinistra.
Intanto, sugli altri fronti, il candidato di Noi con Salvini Antonello D’Aloisio smentisce le voci che lo volevano a sostegno di Umberto Di Primio e dice di aver dato indicazioni di non andare a votare. Chi certamente il 14 giugno non si recherà alle urne è Ottavio Argenio, candidato del Movimento 5 stelle, che lascia libertà ai suoi, anche se, dice, “chi ha capito il nostro pensiero non dovrebbe andare a votare”.
È per il “non appoggio” a Di Primio né a Febo anche il candidato di Ideabruzzo Donato Marcotullio. Mentre il candidato di Rinnoviamo Chieti, Roberto Di Monte, aveva annunciato una conferenza stampa per far sapere le proprie decisioni, salvo poi farla slittare a data ancora da stabilire.
Sinistra ecologia e libertà smentisce l’endorcement fatto dall’assessore regionale Mario Mazzocca nei confronti del centrosinistra, continuando ad alimentare una singolare diatriba tra il gruppo teatino e quello regionale, mentre il candidato sindaco di Sel e l’Altra Chieti, Enrico Raimondi, si dice aperto al confronto “con chi manifesta una seria disponibilità di fare proprie alcune proposte che abbiamo illustrato in campagna elettorale non solo in previsione del turno di ballottaggio, ma, soprattutto, in Consiglio comunale”.
“Chiaramente non potrò ragionare con Umberto Di Primio in considerazione della nostra profonda differenza politica e per il giudizio altamente negativo che ho del suo operato da sindaco”, conclude.





