L’AQUILA – Una campagna di boicottaggio per portare alla chiusura di massa dei conti correnti e al trasferimento dei depositi da parte dei clienti di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife.
Lo annuncia il Codacons in una nota, in riferimento ai risparmiatori che hanno visto andare in fumo il valore di azioni e obbligazioni subordinate delle 4 bad bank salvate dal governo Carichieti, Banca Marche, Banca dell’Etruria e Cassa di Risparmio di Ferrara.
La beffa ha colpito anche migliaia di abruzzesi clienti degli istituti coivolti.
Solo all’Aquila sono infatti oltre 1500 gli azionisti e obbligazionisti delle due sedi di Banca Etruria del capoluogo e di Pizzoli.
Nel piccolo centro aquilano, sede della storica filiale di Banca Etruria, quasi tutti i cittadini sono azionisti e obbligazionisti.
“Se l’esecutivo non sarà in grado di garantire rimborsi integrali di azioni ed obbligazioni subordinate in favore dei piccoli investitori delle 4 banche salvate, cui sono stati venduti titoli inadeguati al loro profilo, sarà inevitabile una risposta durissima da parte del Codacons, che chiederà a tutti i correntisti di chiudere in massa conti e depositi”, spiega il Presidente Carlo Rienzi.
“Questo perché, a fronte delle prove oramai incontestabili e certificate anche dall’Ue circa la vendita di ‘prodotti inappropriati a persone che non sapevano cosa compravano’, il Governo non sta fornendo le giuste risposte, e continua a parlare di briciole di indennizzo ai risparmiatori”. L’associazione dei consumatori pubblicherà a breve anche una istanza che i titolari di azioni e obbligazioni subordinate delle quattro banche coinvolte nel salvataggio possono utilizzare per chiedere al proprio istituto di credito l’esatto utilizzo dei fondi negli ultimi 5 anni e a Bankitalia dettagli sull’attività di controllo eseguita, conclude il Codacons.
FISAC CISL: ”NO A SCARICABARILE SUI LAVORATORI”
No allo “scaricabarile” sui lavoratori, “fuori i veri responsabili”: è quanto afferma il segretario generale della Fisac-Cgil, Agostino Megale, sulla vicenda delle quattro banche salvate, Banca Marche, Etruria, Carife e Carichieti. “Le nuove quattro banche sono ora solide, ben patrimonializzate e in grado di soddisfare imprese e famiglie, svolgendo una funzione indispensabile ai territori e alle comunità. Ma – afferma Megale – il presidente e gli amministratori debbono velocemente recuperare il ‘gap’ e ripristinare con atti concreti rapporti e relazioni con i depositanti, la clientela e con i risparmiatori”. Per il segretario generale dei bancari della Cgil, “chi in questi giorni, cavalcando l’ira dei risparmiatori, tenta di coinvolgere i lavoratori nelle responsabilità di chi in passato ha male amministrato, cerca capri espiatori fra chi non ha responsabilità. Sia ben chiaro – sottolinea Megale – che tuteleremo i lavoratori in tutte le sedi e non sarà consentito che su di loro vengano scaricate altrui responsabilità”. Invece, sostiene, bisogna mostrare “un genuino interesse a che siano accertate, e perseguite, le vere responsabilità di anni di ‘allegra’ gestione delle quattro banche”.






