PESCINA – Un volo dal quarto piano, nella tromba delle scale dell’ospedale di Pescina, ha posto fine all’esistenza dell’avvocato Vinicio D’Alessandro, 83 anni, nato ad Aielli il 13 gennaio 1936.

Il professionista viveva tra Roma e Collarmele, paese della Marsica dove si era trasferito fin da giovanissimo e al quale era profondamente legato. Aveva indossato la toga nel lontano 1967 e aveva uno degli studi più avviati della capitale.

La tragedia, racconta Il Centro, si è consumata ieri intorno alle 14. D’Alessandro aveva da poco ricevuto la visita del figlio, sembrava sereno nonostante il ricovero nell’hospice del “Serafino Rinaldi” di Pescina.

Quando il figlio è uscito, l’83enne si è avvicinato alla balaustra delle scale e, dopo aver sistemato con cura le ciabatte, si è appoggiato con la schiena alla ringhiera. Quindi il volo nel vuoto e la morte istantanea.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Pescina, agli ordini del comandante Rocco Alì, e del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Avezzano, guidato dal tenente Bruno Tarantini. I militari non escludono il gesto estremo, anche se nella camera dell’uomo non sono stati trovati biglietti.

Escluso invece il coinvolgimento di altre persone. Sono stati ascoltati un paio di operatori della sanità presenti al momento del dramma. Il procuratore Andrea Padalino, informato dell’accaduto, ha deciso di restituire la salma ai familiari. L’uomo lascia la moglie Franca e il figlio Vincenzo, anche lui avvocato.

I funerali verranno celebrati oggi alle 17 nella chiesa di Santa Felicita a Collarmele.