AVEZZANO – Cosa c’entra un prefetto con il varo di un’isola pedonale in una città come Avezzano? Il Tar di L’Aquila nei giorni scorsi ha messo la parola fine ad un ricorso presentato dal Wwf assieme a Claudio Palazzi della sezione locale di Italia nostra con una sentenza che dà ragione all’associazione e che farà giurisprudenza.
Dichiara Herbert Simone, l’avvocato che ha curato il ricorso per il Wwf assieme all’avvocato Fausto Corti: “L’associazione si era rivolta al Tar per chiedere il rispetto di una delibera del Comune del 2009 con cui si istituiva l’isola pedonale.
Tale provvedimento non è stato mai attuato in concreto per cui il Wwf ha presentato un primo ricorso al Tar contro l’inerzia della pubblica amministrazione.
“Il Tar di L’Aquila alcuni mesi or sono aveva emesso una prima sentenza con cui dava ragione al Wwf e imponeva al Comune di attuare immediatemente la delibera – ha spiegato Simone – Pensavamo che il Comune di Avezzano si adeguasse ma sono passati mesi senza alcun provvedimento. Pertanto abbiamo prima diffidato il Comune e alla fine ci siamo rivolti nuovamente al TAR per chiedere il rispetto della prima sentenza”.
“Il Tar di L’Aquila, accogliendo pienamente questo secondo ricorso – ha continuato – non solo ha condannato il Comune a 500 euro di spese, oltre a quelle processuali e per il funzionamento del Commissario, ma ha nominato il Prefetto di L’Aquila quale commissario con il compito di attuare la sentenza e, quindi, realizzare l’isola pedonale”.
Il Wwf da un lato esprime soddisfazione per questa sentenza del Tar che farà giurisprudenza in materia di inerzia della pubblica amministrazione ma dall’altro esprime “un grande rammarico per l’atteggiamento inutilmente ostruzionistico del Comune su un tema come quello della qualità della vita e della salute dei cittadini”.






