AVEZZANO – Il vicino molesto dovrà reintegrare immediatamente i ricorrenti nel possesso della loro casa, riparare la serratura del portone, consegnare le chiavi e ripristinare il parapetto del terrazzo rimuovendo la scala e i propri arredi.  E farsi carico del pagamento delle spese di lite per oltre 8mila euro.

Lo ha deciso il giudice civile di Avezzano Gabriele Gatto, che sciogliendo la riserva, ha accolto le istanze difensive dell’avvocato della coppia ricorrente, Federica Federici, ravvisando  lo “spoglio violento”.

Ad intervenire, vista la rilevanza penale della vicenda, anche la Procura, che ha iscritto l’uomo nel registro degli indagati.

Ad aver ragione una coppia di stranieri, originari dell’Albania da anni ad Avezzano, che hanno vissuto un sogno trasformato in un incubo, con i loro due figli minori, che nel marzo scorso hanno acquistato un appartamento in via Lago di Como.

Ma la loro presenza non è risultata gradita al fratello di chi gli aveva venduto casa, che abita nella stesso palazzo.

Come già raccontato da Abruzzoweb, pochi giorni dopo la stipula, i coniugi si sono recati nell’appartamento per prenderne possesso materiale e dare inizio ai lavori di pulizia e sistemazione in vista del trasferimento.

Con un atteggiamento definito nel ricorso “immediatamente ostile e sorpreso”, l’uomo avrebbe però chiesto “con tono alterato cosa stessero facendo lì dentro”, dichiarando “senza mezzi termini” che “l’appartamento era di famiglia e che il fratello non doveva venderlo perché lui non vuole persone estranee vicino”.

La coppia “gli ha dunque mostrato l’atto notarile appena stipulato”, e il vicino di casa “lo ha fotografato con il proprio telefono cellulare, si è scambiato il numero con loro e li ha ammoniti: dovevano ‘richiedere i soldi a suo fratello’ ed ‘erano ancora in tempo per andare via’, perché lui non li voleva nell’appartamento”.

A seguire una escalation: la coppia ha ricevuto sul cellulare una serie di messaggi whatsapp da parte del fratello del venditore, invitando la coppia a desistere dall’acquisto facendosi restituire i soldi.

E’ accaduto dunque che il 16 aprile la ricorrente si trovava da sola nell’appartamento per effettuare delle pulizie quando ha sentito bussare alla porta. Attraverso lo spioncino avrebbe visto dunque ancora una volta il fratello del venditore che avrebbe urlato “apri albanese di m…, se non apri, non voglio più vederti che entri e esci da qui”.

La donna, terrorizzata si sarebbe rifugiata all’interno attendendo che l’uomo se ne fosse andasse. Una volta uscita dall’appartamento la donna avrebbe trovando a terra, davanti alla porta, un biglietto, scritto a mano e firmato dal fratello del venditore, con la minaccia di cambiare le chiavi del portone.

Minaccia che poi avrebbe avuto effettivo seguito, due giorni dopo quel biglietto, il 18 aprile. La donna si sarebbe infatti recata nuovamente nell’appartamento e avrebbe trovato il nottolino della serratura del portone principale di ingresso divelto e asportato.

Poi ancora il 10 maggio, la coppia ha scoperto un varco di un metro aperto nel parapetto del proprio terrazzo, con una scala in ferro installata abusivamente per permettere all’uomo di accedervi direttamente. Sul balcone, l’inquilino aveva persino sistemato mobili e arredi propri. La situazione è degenerata ulteriormente il 13 maggio, quando un’irruzione fisica dell’uomo ha messo in fuga i dipendenti di una ditta di mobili, impedendo loro la consegna degli arredi.