L’AQUILA – Trasparenza ed equità dei pedaggi: sulle tariffe autostradali si prova a voltare pagina.
Nei giorni scorsi l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha approvato definitivamente il nuovo sistema tariffario con la pubblicazione delle delibere relative a 16 concessionarie (da Autostrade per l’Italia a Strada dei Parchi, dall’Autostrada dei Fiori alla Milano Serravalle), i cui Piani economico finanziari (Pef) erano scaduti da anni, una misura che, almeno secondo le intenzioni, potrebbe tradursi in una diminuzione dei pedaggi per gli automobilisti.
Tra Lazio e Abruzzo il tema è rovente e riguarda i pedaggi di A24 e A25, della concessionaria Strada dei Parchi: dal primo luglio sarebbero dovuti scattare gli aumenti, fino al 20 per cento, ma dopo le serrate trattative tra Sdp, Mit e Mise, le trafiffe sono state congelate fino al primo settembre in attesa dell’approvazione del nuovo Pef entro l’estate.
Sul piede di guerra in questi mesi i sindaci delle due regioni che nel lungo braccio di ferro tra ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, guidato da Danilo Toninelli, e Strada dei Parchi, continuano a chiedere una risoluzione definitiva dell’annosa vicenda, che comprende anche la messa in sicurezza di quelle considerate arterie fondamentali ai fini della Protezione civile. Il tutto mentre si cerca di trovare ancora la quadra per la nomina del commissario per il traforo del Gran Sasso dove, in attesa di un piano, si viaggia ancora a 60 chilometri orari.
E lo stesso Toninelli plaude al nuovo tariffario dell’Art sottolineando come ci si trovi “di fronte all’inizio della rivoluzione che avevamo promesso sin dal nostro insediamento”.
Ma l’Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), lo definisce “un atto ‘blocca cantieri'”, sostenendo che così si fermano tutti gli investimenti già programmati nel settore.
I concessionari, infatti, già ad aprile, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dall’Autorità, avevano contestato il provvedimento: “Esprimiamo la nostra più grande preoccupazione e la ferma opposizione alle deliberazioni” dell’Autorità, torna a tuonare l’Aiscat, lamentando di non aver avuto la “possibilità (nonostante le nostre richieste) di un reale confronto”.
Il nuovo sistema è basato sul metodo del “price-cap”, con l’introduzione di un indicatore di produttività secondo indicatori oggettivi basati sul confronto competitivo con le migliori pratiche del settore: questo garantirà trasparenza ed equità dei pedaggi. Per dare maggiore certezza sugli investimenti da realizzare, l’Autorità interviene sui costi, adeguando la remunerazione sul capitale investito (al 7,09%) agli attuali tassi di mercato.
Per le opere già cantierate continuerà ad essere applicato il tasso di rendimento previsto dal precedente sistema tariffario. Infine, il sistema incentiva l’effettiva realizzazione degli investimenti programmati, con verifiche annuali e diminuzioni del pedaggio in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi.
Intanto per le autostrade A24 e A25 di Lazio e Abruzzo la questione è sospesa almeno fino all’approvazione del Pef, a cui si sta lavorando proprio in questi giorni.






