L’AQUILA – Salva dal fallimento, ad un passo dal baratro, l’azienda Aura Materialis, che si occupa del riciclo dei rifiuti di apparecchiature e cavi elettrici, con sede nel Tecnopolo dell’Aquila: il Tribunale civile del capoluogo nell’udienza di ieri ha deciso la nuova proprietà assegnandola alla unica proposta vincolante prevenuta.

Ovvero quella al gruppo industriale Fecs di Bergamo, attraverso la controllata Stemin Spa, colosso nel settore del recupero, trattamento e commercializzazione di rottami metallici.

Il gruppo aveva presentato una proposta vincolante di acquisto di 4 milioni di euro.

Il giudice Maura Manzi pubblicherà a breve la ordinanza che trasferisce il controllo al gruppo Fecs e le prossime settimane saranno decisive per trovare un accordo con i creditori, fornitori, il Comune dell’Aquila, il Tecnopolo e soprattutto per quello che riguarda la sorte dei lavoratori, circa 60 in cassa integrazione, ma il bando faceva  riferimento al riassorbimento di solo 25 dipendenti.

Il giudice  aveva già prorogato i termini per la presentazione di offerte per due volte, una scaduta il 28 febbraio scorso e l’altra il 24 aprile, e entro la scadenza di ieri si era riservata la decisione, una volta valutato nel dettaglio il piano di salvataggio dell’azienda. Al fine di verificare se “l’operazione è l’unica soluzione concretamente percorribile per evitare la dispersione dei valori aziendali e garantire la prosecuzione dell’attività”, sottolineando che “occorre garantire l’espletamento di adeguata pubblicità e di un iter per la raccolta di eventuali migliori offerte rispetto a quella pervenuta”.