PESCARA – Una denuncia penale sarà presentata all’autorità giudiziaria il 2 luglio 2010 qualora venisse approvato l’aumento delle tariffe per l’acqua nel comprensorio pescarese.
Ad annunciarlo è l’associazione dei consumatori ed utenti Codici (Centro per i Diritti del Cittadino), attraverso la voce del segretario provinciale, Domenico Pettinari: “Con immenso piacere apprendiamo che lo stesso presidente dell’Aca Spa, Ezio Di Cristoforo, conferma quanto già denunciato dal sottoscritto alcuni giorni fa sulla inesistenza di un contratto di servizio che regoli i rapporti tra Aca e Ato”.
“Di Cristoforo dice altresì che l’Aca ha più volte richiesto il contratto di servizio all’Ato, ma quest’ultimo si è sempre rifiutato – prosegue Pettinari. Il dato certo è con non vi è un contratto tra Aca ed Ato e quindi non vi può essere di diritto alcun controllo che valga giuridicamente da parte dell’Ato sull’Aca Spa”.
“Fin quando non vi sarà il contratto di servizio la situazione non potrà mai cambiare – sottolinea il segretario regionale dell’associazione Codici – perché l’Aca non sarà mai costretta a rispettare le regole che oggi tra l’altro, senza contratto, non esistono”.
“Nella denuncia – conclude Pettinari – abbiamo evidenziato le responsabilità dei singoli amministratori nell’aver consentito, per anni, la gestione di un servizio pubblico senza che fosse stato adottato una strumento indispensabile atto a regolare i rapporti, qual è il contratto di servizio”.





