L’AQUILA – Più che la curiosità per la nuova struttura, sono le polemiche ad aumentare con l’avvicinarsi dell’inaugurazione dell’auditorium di Renzo Piano.

Un evento che appare sempre più blindato, con la metà dei posti riservati alle autorità e pochissimi ai cittadini che vogliono assistere al concerto diretto dal maestro Claudio Abbado.

In particolare, è emerso che solo 110 posti saranno a disposizione dei cittadini mentre 140 andranno alle autorità: di questi, circa 30 andranno alla delegazione della Provincia autonoma di Trento, che ha donato i soldi per la realizzazione della struttura, altri 30 agli operai e 24 ai progettisti.

Polemiche anche per gli ‘esclusi’ all’evento.

Tra questi c’è il presidente del teatro L’Uovo, Ezio Rainaldi, che si è detto amareggiato per il modo grave in cui è stata gestita l’organizzazione dell’evento, che ha creato “distinzioni tra cittadini e istituzioni di serie A e serie B”.

Fatto che lo ha portato a decidere di non prendere parte alle prove del concerto, evento al quale è stato invitato quasi come fosse un ‘contentino’.

Stessa decisione presa dal vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che ha dichiarato di cedere simbolicamente il suo posto a “un cittadino che ha voglia di assistere all’evento e che invece è rimasto fuori”. “È chiaro – ha aggiunto – che siamo di fronte a una operazione di inaugurazione di carattere elitario”.

In scia anche Ettore Di Cesare, capogruppo di Appello per L’Aquila: “non vado, città può fare a meno delle sfilate di politici e notabili”.

POLITICI SENZA MOGLI E OPERAI TRA LE AUTORITA’

Il polemico articolo di ieri di AbruzzoWeb sull’evento blindato con cui si inaugurerà il nuovo auditorium di Renzo Piano all’Aquila ha finalmente fatto venire fuori qualche dato in più sul concerto di domenica prossima alle 18.30.

RAINALDI: “CITTADINI E ISTITUZIONI DI SERIE A E B”

Dopo le contestazioni sull’aver riservato più della metà dei posti alle autorità e pochissimi ai cittadini che vorranno assistere al concerto diretto da Claudio Abbado, nuove grane arrivano dagli ‘esclusi’ all’evento.

Tra questi c’è il presidente del teatro L’Uovo, Ezio Rainaldi, che si è detto amareggiato per il modo grave in cui si è l’organizzazione dell’evento, che ha creato “distinzioni tra cittadini e istituzioni di serie A e serie B”.

Partiamo dal principio: gli organizzatori dell’inaugurazione hanno stabilito che all’evento sarebbero state invitate solo le istituzioni musicali e non quelle teatrali.

Nulla di strano, visto che si tratta di auditorium di musica. Ma a far andare su tutte le furie Rainaldi è stato il fatto che, secondo lui, rappresentanti di enti teatrali sono stati invitati comunque, attraverso alcuni escamotage.

“Inizialmente – spiega – quando il direttore dell’Uovo, Antonio Massena, ha ricevuto l’invito abbiamo pensato fosse rivolto all’istituzione. Quindi sarei andato io, in qualità di presidente. Ci è stato poi specificato che l’invito era rivolto alla persona e non all’ente: Massena veniva invitato in quanto ha ricoperto il ruolo di direttore dell’evento che si è tenuto questa estate dal titolo ‘I canteri dell’immaginario’. Non ho nulla contro di lui, ci mancherebbe, ma non mi piacciono questi stratagemmi”.

“Devo dedurre che gli inviti sono stati fatti in base alle persone e non alle istituzioni – prosegue – Sono diversi i casi che posso segnalare: il presidente del Tsa, Luigi De Fanis, sarà presente in quanto assessore regionale alla Cultura, così come il presidente dell’Atam, Marco Fanfani, invitato come assessore comunale.

Nella email che abbiamo ricevuto, ho letto anche il nome di Giorgio Iraggi del Tsa. Se è stato invitato, non capisco a che titolo vista la decisione di escludere le istituzioni teatrali”.

Come ‘premio di consolazione’, al presidente dell’Uovo è stato recapitato l’invito alle prove del concerto che si terranno nella mattinata di domenica.

“Non ci andrò, ovviamente – conclude amaramente – L’ho interpretato come un atto offensivo. Sono stati utilizzati due pesi e due misure per la partecipazione a questo evento. Fatto questo che lede il lavoro delle istituzioni che quotidianamente operano per la città”. Elisa Marulli

DE MATTEIS: ”INAUGURAZIONE ELITARIA, CEDO IL MIO POSTO”

“Alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo è chiaro che siamo di fronte a una operazione di inaugurazione di carattere elitario. Tutto ciò mi porta a considerare l’opportunità di declinare l’invito pervenutomi per assistere al concerto e mettere a disposizione il mio posto per un cittadino che ha voglia di assistere all’evento e che invece è rimasto fuori”.

Il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, ha deciso di cedere il posto che avrebbe dovuto occupare durante la cerimonia di inaugurazione dell’auditorium di Renzo Piano, evento ‘blindato’ che sta accendendo numerose polemiche.

Un gesto simbolico, visto che i posti non sono cedibili.

Un evento che per il consigliere comunale è sempre più “per pochi, per giunta di un’opera provvisoria con un costo di 7 milioni di euro, dalla localizzazione discutibile ancora oggi poco compresa”.

“È una scelta – dice – che medito da tempo e che vuole simbolicamente rappresentare e dare il senso della città pulsante che non merita questo tipo di amministrazione comunale”.

“Nauralmente – specifica De Matteis – non si tratta di una scortesia nei confronti del presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia inaugurale”.

“Mi sono convinto – conclude – a rinunciare alla presenza per favorire un cittadino avendo assistito a modalità di gestione degli inviti (vedi assessore Stefania Pezzopane) che hanno escluso la città per premiare i cosiddetti vip ai quali tra l’altro non mi sento di appartenere”

 In particolare, questo giornale aveva sottolineato che 140 posti su 250 sono stati riservati alle autorità e appena 110 ai cittadini, ora su questo emergono dettagli più precisi.

Dentro l’elenco dei 140 c’è, infatti, anche la delegazione della Provincia autonoma di Trento, che ha donato i soldi per la realizzazione attraverso gli sms inviati dalla gente comune: oltre al presidente Lorenzo Dellai, nella delegazione ci sarà un po’ questi cittadini e perfino l’arcivescovo, in tutto una trentina di posti solo per loro.

Altri 30 posti circa saranno riservati agli operai e 24 ai progettisti nonché collaboratori dello studio dell’archistar.

Siamo già a oltre 80 posti, ecco che lo spazio per le autorità si riduce di molto. Tra l’altro, la regola che è stata imposta è quella che oltre al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, tutti gli altri invitati non saranno accompagnati dalle rispettive mogli.

I generali, i presidenti della Regione e del Consiglio regionale, insomma, avranno ciascuno un posto.

Quanto alla fruizione della città, è perfino banale far notare che anche lasciando tutti i 250 posti a semplici cittadini la rappresentanza sarebbe stata troppo ridotta.

L’idea è un’altra, quella di far scoprire la nuova e discussa struttura agli aquilani attraverso un’iniziativa come la “Notte della musica” che coinvolgerà migliaia di cittadini.

Nel frattempo, per l’inaugurazione è stato posizionato un maxi schermo per chi deciderà di voler seguire dall’esterno il concerto dell’Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado.

L’auditorium è nato nella polemica a partire dalla localizzazione, chiacchierata e contestata da moltissimi aquilani.

Si tratta, comunque, di un’opera pubblica molto attesa, la prima che apre all’Aquila e in particolare nel centro storico da molti anni a questa parte.

La città non gradisce troppo quei cuboni vicino al Forte spagnolo cinquecentesco, ma al tempo stesso la gente freme e infatti c’è stata una richiesta di posti molto superiore alla disponibilità. (alb.or.)

DI CESARE: “NON SERVONO SFILATE DI NOTABILI”

“Visto l’esiguo numero di posti disponibili, circa 250, già dalla scorsa settimana avevo auspicato che non fossero per la maggior parte occupati dalle varie autorità ma si desse il massimo spazio ai cittadini”.

Lo afferma il capogruppo al Comune di Appello per L’Aquila, Ettore Di Cesare, in merito all’inaugurazione di domenica prossima dell’auditorium del parco di Renzo Piano.

“Mi sembrava il modo migliore per celebrare un momento di rinascita – aggiunge Di Cesare – al di là delle valutazioni sull’opera ormai pronta, e mi pareva quindi significativo condividere quel concerto tra tanti cittadini e non con la ‘solita cerchia dei pochi fortunati’ che a vario titolo, dal politico al presidente di qualche associazione fino a quelli che ‘conoscono qualcuno’, avranno invece accesso quasi esclusivo”.

“Ho ricevuto poi in questi giorni, in quanto consigliere comunale, un invito dal Comune. Non andrò – spiega Di Cesare – visto che a rappresentare l’amministrazione ci sarà già il sindaco e di sfilate di assessori, consiglieri, generali, notabili e compagnie cantando se ne potrebbe senz’altro fare a meno”.

“Dal Comune mi avvisano che il posto a me destinato sarà occupato da un giovane studente del conservatorio. Buon ascolto”, conclude Di Cesare.

DI STEFANO: “DA FARSA CHI NON VIENE”

“Cosa devono aver pensato coloro che hanno criticato l’operato del Comune dell’Aquila sulla giornata inaugurale dell’Auditorium del Parco è oscuro nelle finalità e negli intenti. Non voglio credere che si sia voluto solo opacizzare con le polemiche un’occasione di lustro per la città nel giorno in cui riceve il Capo dello Stato, più credibile l’ipotesi di voler usare un evento nazionale per leggere il proprio nome sulle cronache”.

Lo afferma l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano.

“In questa ottica, la scelta dei consiglieri comunali De Matteis e Tinari di non presenziare all’evento per lasciare il posto ai cittadini ha sancito una personale e netta cesura con il doveroso protocollo istituzionale che l’Amministrazione ha perseguito, guidata anche dal rigido protocollo del Quirinale, cioè quello di rappresentare L’Aquila con un giusto equilibrio tra autorità locali e cittadini”.

“L’ostentato ‘no’ alla cerimonia ha offerto loro l’occasione per non essere confusi tra i rappresentanti istituzionali, per diventare quei rappresentanti istituzionali che aborriscono l’istituzione che rappresentano”.

“Peccato che mentre tutti i mezzi d’informazione ne davano notizia, gli stessi avevano già confermato al sindaco la loro presenza. Una farsa che si aggiunge senza costrutto alle già troppe polemiche che rischiano di avvelenare l’evento anche agli occhi dei tanti ospiti nazionali già strabiliati dal tenore delle continue polemiche”.

“Questo non giova né a chi l’ha interpretata, perché ne denuncia l’incoerenza, né alla città che si offre di nuovo allo sguardo della Nazione invischiata in polemiche tanto inutili quanto dannose”.